Il Tirreno

Livorno

Salta la trattativa con ComData

di Giorgio Carlini
Salta la trattativa con ComData

La disperazione dei 341 dipendenti licenziati. Le istituzioni non si arrendono: nuova riunione al Mise

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LIVORNO. Il rinvio di una settimana del nuovo incontro aveva riacceso una piccolissima speranza sul possibile esito positivo della difficilissima tratativa. Si era parlato infatti della necessità del gruppo ComData di avere più tempo a disposizione per valutare i contenuti della proposta avanzata dalle istituzioni sul tavolo governativo e verificare la fattibilità di un insediamento a Guasticce.

Invece ieri al ministero dello Sviluppo economico è arrivata un'altra mazzata per i lavoratori del call center: la società astigiana - leader nel settore a livello nazionale - che ha rilevato la commessa Seat si è di fatto tirata fuori dalla trattativa. Così, per l'ennesima volta, si torna alla ricerca di un nuovo interlocutore. Ad essere ostinatamente ottimisti, non si riparte da zero: governo e istituzioni confermano la disponibilità di risorse e incentivi per rendere attrattivo il sito di Guasticce; parlano di un nuovo percorso, chiedendo due giorni di tempo per trovare una soluzione diversa, e fissano un altro incontro a Roma la prossima settimana. Intanto però, per i 341 ex dipendenti di People Care, licenziati il mese scorso, diventa sempre più difficile non vedere il bicchiere mezzo vuoto, con il tempo che passa e le partite che ogni volta si chiudono con una fumata nera.

Ieri a Roma erano presenti tutti i rappresentanti delle istituzioni: il presidente della Toscana Enrico Rossi, l'ormai ex assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini (che continuerà comunque a seguire la vicenda per conto del governatore), il presidente della Provincia Alessandro Franchi, il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci e l'assessore al lavoro del Comune di Livorno Francesca Martini. Presenti anche i sindacati al gran completo, oltre a Giampietro Castano dell'Unità di gestione vertenze imprese in crisi del Mise.

Il progetto che era stato presentato a Comdata prevedeva di cominciare a lavorare a Guasticce con la commessa Seat, così da garantire l'occupazione part-time di 140 operatori. A questo primo passo si sarebbe unito l'impegno delle istituzioni nel reperire nuove commesse, per intraprendere un percorso che portasse a un radicamento della società sul territorio e all'aumento dell'occupazione, facendo fronte così al dramma delle 341 persone che hanno perso il lavoro. ComData, tramite il proprio rappresentante, ha fatto sapere però di aver rinunciato a intraprendere l'operazione su Livorno, spiegando che al momento l'obiettivo primario del gruppo è quello di razionalizzare i siti già esistenti. Una doccia fredda tremenda, calcolando che il call center di Guasticce non potrà contare sulla commessa di Seat Pagine Gialle, passata alla società astigiana, peraltro considerata una delle aziende più serie e solide del settore.

Le istituzioni, nonostante l'ultimo colpo quasi da ko, cercano di non perdere comunque la speranza di un esito positivo per il call center livornese. "Stiamo lavorando per riaprire la struttura di Guasticce - ha spiegato il governatore Rossi uscendo dal ministero - I colloqui sono in corso, ma c'è ancora bisogno di tempo per trovare una soluzione positiva". Per valutare la fattibilità di un nuovo percorso (con un eventuale soggetto di cui per ora non si conosce l'identità) il coordinatore del ministero ha chiesto altri due-tre giorni utili prima di un altro appuntamento a Roma. Ma i sindacati non nascondono il loro pessimismo per una situazione al limite del sostenibile (specie per gli ex dipendenti) che si protrae di settimana in settimana.

«A dire la verità - tuona Maurizio Strazzullo, segretario provinciale Cgil - siamo un po' stufi di fare i viaggetti a Roma. Ben vengano disponibilità e impegno dalle istituzioni, ma ora è il momento di passare ai fatti concreti: ci dicano una volta per tutte come intendono andare avanti».

«La vicenda del call center - conferma Uliano Bardini (Cisl) - non sembra aver preso una piega positiva. Ad ogni modo il presidio a Guasticce continua, in attesa del prossimo confronto al ministero». Un pizzico più possibilista Maria Torrigiani (Uil): «Esistono ancora alcune ipotesi alternative, su queste c'è un lavoro sistematico del governo. Certo - ammette - il quadro appare fragile e delicato, ma con l'impegno di tutte le parti in gioco dobbiamo provare a percorrere ogni strada possibile».

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