Gioco
Giunta, la scelta di Rossi: largo agli assessori usato garantito
Il governatore ha annunciato sette membri su otto. E ci sarà la parità di genere: 4 uomini e 4 donne
FIRENZE. Il presidente della Regione Enrico Rossi ha annunciato sette assessori della nuova giunta (senza però comunicare la suddivisione delle deleghe), riservandosi di nominare l’ottavo (sarà una donna) nei prossimi giorni. La favorita resta, come anticipato dal Tirreno, la senese Monica Barni, 54 anni, rettore dell’università per stranieri di Siena. Ma non sono esclusi colpi a sorpresa, soprattutto se la Barni non riuscisse a sciogliere il suo legame universitario. I sette sicuri sono quelli a lungo annunciati. I tre uscenti: l’aretino Vincenzo Ceccarelli, 55 anni, ex assessore regionale ai trasporti, la fiorentina Stefania Saccardi, 55 anni, ex vicepresidente regionale con delega al welfare, e l’empolese Vittorio Bugli, 57 anni, che nella scorsa legislatura ha ricoperto il ruolo di assessore al bilancio e al personale. Tra i volti nuovi il lucchese Marco Remaschi, 58 anni, consigliere regionale uscente, la pistoiese Federica Fratoni, 43 anni, ex presidente della Provincia di Pistoia, il pratese Stefano Ciuoffo, 64 anni, ex assessore all’urbanistica a Prato, e la livornese Cristina Grieco, 51 anni, preside dell’istituto Vespucci.
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Metà donne. Il primo colpo d’occhio è la parità di genere: per la prima volta nella storia della Regione gli assessori sono metà uomini e metà donne perché, come si è detto, anche l’ottava, per ora un punto di interrogativo, sarà una scelta al femminile. A questo si aggiunge un consiglio regionale, la cui prima seduta si terrà il 25 giugno, il giorno dopo la festa di San Giovanni, patrono di Firenze, in cui su 40 consiglieri 11 sono donne.
Over 50. L’altro aspetto che balza in evidenza è la singolarità per cui, pur in presenza di una giunta d’impronta renziana, salvo la Fratoni, sono tutti assessori over 50 anni. Forse è un caso, ma certe scelte giovanilistiche dei renziani, come ad esempio il candidato del Pd a sindaco di Arezzo, il trentunenne Matteo Bracciali, sconfitto nel ballottaggio, vengono ripensate. «Noi non siamo per il giovanilismo ma per il ricambio delle classi dirigenti», fa sapere il segretario regionale del Pd Dario Parrini. La carta di identità non è più una discriminante politica.
Prevalgono altri aspetti rispetto all’età. A giudicare da come Rossi ha definito la sua giunta: «Solida, seria e competente. Io confido molto sulla capacità di entrare subito nel vivo del lavoro».
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L’impronta di Nencini. Pomeriggio inoltrato di un giovedì di Pitti con il centro di Firenze invaso da modaioli. Rossi arriva trafelato da Roma, ore 17,30. Sorride e dribbla: «Domande poche e rapide, devo andare a festeggiare il mio ex portavoce Remo Fattorini che è andato in pensione», sorride il governatore. Si intuisce che avrebbe voluto presentarsi con la giunta al completo. Sulla mancanza dell’ottavo nome circolano due versioni. Quella quasi ufficiale è che la Barni, prima di sciogliere la riserva, deve liberarsi dal suo incarico di rettore. Questioni burocratiche. «Un po’ come Sousa, l’allenatore viola che ha atteso giorni prima di liberarsi dal Basilea», osserva ironico un collaboratore del presidente.
L’altra versione ha più il sapore del retroscena: si sostiene che il socialista Riccardo Nencini in accordo con il sottosegretario Luca Lotti abbia chiesto e in qualche misura preteso una presenza della sua area politica in giunta. La Barni è figlia dell’ex sindaco socialista di Siena Mauro Barni, dal 1979 al 1983. Nel caso che non possa accettare l’incarico, in queste ore Rossi e il suo staff stanno esaminando altri candidati, però di area socialista. Va ricordato che Rossi è stato appoggiato dalla lista Il Popolo toscano, dove forte è stata la presenza di socialisti. La lista ha fatto flop, ma Rossi in conferenza stampa ne ha elogiato «il prezioso contributo».
Manuale Cencelli. La ricerca di un’assessora gradita a Nencini evidenzia un altro aspetto di questa giunta: lo sforzo di tener conto delle varie aree culturali e politiche del Pd e della coalizione. Ci sono assessori renziani, come la Saccardi, Remaschi e Grieco, rossiani come Bugli e Ceccarelli ma anche Ciuoffo, fedelissimo di Antonello Giacomelli, area Franceschini. Renziani saranno il capogruppo Pd Leonardo Marras e il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. C’è chi ha evocato il manuale Cencelli, che oltre alle correnti partitiche può essere applicato ai territori. Rossi si è sforzato di ripetere ai giornalisti che la sua giunta non obbedisce ai campanili, ma nel nuovo organigramma regionale - considerando giunta e consiglio - tutte le province toscane sono rappresentate, salvo, almeno per ora, Massa Carrara.
Giunta di mediani. A proposito di metafore calcistiche, le scelte di Rossi puntano ad avere una squadra non luccicante di nomi, ma solida. Una giunta di mediani: tutta corsa e pochi fronzoli. Da qui il senso delle probabili conferme di Ceccarelli ai trasporti, della Saccardi alla sanità e di Bugli al bilancio e al personale. Tre deleghe chiave. Alle quali si aggiungono quella al lavoro e ai rapporti con l’Unione europea, deleghe che Rossi si è tenute per sè. Si farà aiutare da due uomini forti del suo futuro staff: l’ex assessore Gianfranco Simoncini e l’ex capogruppo Ivan Ferrucci. Uomini di governo. Fedelissimi. E mediani, appunto.
La nuova giunta regionale: Rossi ha distribuito le deleghe e si è tenuto "i soldi". Il Buonasera Toscana del direttore Omar Monestier
Posted by Il Tirreno on Giovedì 18 giugno 2015
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