Gioco
Bacci: «Premiata Livorno» Ma nel Pd è già polemica
La preside Grieco nella squadra di Rossi: attese le deleghe a istruzione e formazione Il segretario: «Alto profilo per la costa». La prof: «Una grande responsabilità»
LIVORNO. I punti fermi sono tre. Il primo: alla fine Livorno ha avuto un assessore in Regione. Anzi, un’assessora, unico volto nella giunta di Rossi a rappresentare la costa, da Piombino a Massa. È la prof Cristina Grieco, dirigente del Vespucci-Colombo, nominata in quota Pd, anche se in realtà non è iscritta ad alcun partito. Il secondo: il segretario del Pd, Lorenzo Bacci, esulta (nonostante la Federazione livornese avesse fatto, almeno ufficialmente, un altro nome) e parla di una «Livorno premiata». Il terzo: una parte del partito, quella più vicina a Marida Bolognesi, è in subbuglio e minaccia di lasciare gli organismi dirigenti.
Per la costa l’assessore alla scuola. Ieri il governatore Enrico Rossi, ha ufficializzato la sua squadra (all’appello manca solo un assessore). E tra i volti nuovi c’è appunto quello di Grieco, che dovrebbe avere la delega all’istruzione (e alla formazione?) e che anche Marco Ruggeri avrebbe voluto al suo fianco in giunta se a vincere le elezioni non fosse stato il grillino Filippo Nogarin.
Ieri Grieco era impegnata all’Elba per gli esami di maturità. «Assessore? A dire la verità devo ancora abituarmi a sentirlo dire», sorride dall’altra parte della cornetta: «È un incarico importante, cercheremo tutti insieme di fare il meglio. Non conosco ancora le deleghe, ma credo che riguarderanno il mio settore». Grieco è sposata, ha due figlie, una di 21 anni e l’altra, diciottenne, alle prese anche lei con gli esami di maturità. Guardando al nuovo incarico parla di «soddisfazione mista a sana preoccupazione» per la «grande responsabilità»: «Cercheremo di fare bene della Toscana e della costa», ripete. Tenendosi lontanissima dalle polemiche: «Capisco che possono esserci interessi diversi, ma l'importante è fare una squadra che lavori bene: il mio impegno è massimo, spero di essere all'altezza».
Bacci: «Livorno premiata». Il segretario è soddisfatto. «Avevamo ribadito – dice Bacci – la necessità che Livorno avesse una rappresentanza nella nuova giunta e oggi possiamo dire con soddisfazione che Cristina Grieco, apprezzata dirigente del Vespucci-Colombo, ne farà parte». Bacci la descrive come una «donna di grande spessore politico e culturale» ed evidenzia, non a caso, che «l’ho personalmente voluta coinvolgere nel nuovo corso del Pd livornese chiamandola a far parte della direzione territoriale. È una innovatrice nel settore della pubblica istruzione, conoscitrice delle dinamiche legate ai finanziamenti europei, che vanta ruoli in grado di proiettarla da subito in una dinamica sovralocale (è stata infatti membro del cda di Sat-Aereoporti di Pisa)». «Viene dunque premiata – sottolinea – la competenza di una donna di alto profilo culturale e con competenze tecniche: non solo sarà chiamata ad occuparsi di un settore che conosce bene, ma sarà anche tenuta a supportare Rossi nel delicato e importante compito di rappresentare l'area costiera».
Secondo il segretario «viene premiata anche Livorno», «a fronte di un quadro che ci vedeva partire come quelli che tanto per cambiare si sarebbero dovuti accomodare in seconda fila». In questo senso mette l’accento su «l'elezione convinta di Francesco Gazzetti», su «un ruolo interno alla giunta regionale, con territori assai più forti sulla carta che non avranno invece rappresentanza» e sul «coinvolgimento dell'assessore uscente, Gianfranco Simoncini, nello staff del presidente, come garanzia di continuità rispetto agli impegni presi sul territorio». E lancia frecciate a distanza: «Da segretario livornese di un Pd così "debole e incapace" secondo qualcuno, prendo e porto a casa un risultato sul quale nessuno avrebbe scommesso un euro».
Spaccatura interna. Ma una parte del Pd è in subbuglio, ce l’ha con il partito di Firenze e non solo, e minaccia di lasciare gli organismi dirigenti. Si sa che lunedì, al circolo di Antignano, si riuniranno gli iscritti più vicini all’ex parlamentare Marida Bolognesi, che fino a due giorni fa era la candidata “politica” della federazione guidata da Bacci. Questi iscritti si dicono pronti a discutere l’uscita da segreterie e direzioni. «Siamo stufi di fare i “portatori d’acqua”», hanno ripetuto ieri a turno, con un chiaro riferimento agli ultimi congressi. «A rappresentare Livorno in Regione – hanno sottolineato – ci saranno di fatto due non iscritti: sembra quasi che avere la tessera sia penalizzante. In più Firenze non ha riservato alla costa una delega così di peso». Chissà se questo clima avrà ripercussioni sul gruppo in Comune, dove tre esponenti del Pd su sette sono vicini all’ex parlamentare.
C’è da dire che Bolognesi non vuole fare polemica e anzi cerca di gettare acqua sul fuoco: «La Federazione ha proposto il mio nome e di questo sono felice. Prendo atto del fatto che il presidente Rossi ha scelto un ruolo tecnico». E con eleganza aggiunge: «Faccio i migliori auguri di buon lavoro a Cristina». Detto questo: «Resta il problema della Toscana a due velocità, che non mi pare interamente superato...».
Gli auguri di Gazzetti e l’altolà di Lenzi. Auguri di «buon lavoro» sia a Grieco che a Simoncini arrivano anche dal neo consigliere regionale del Pd, il giornalista Francesco Gazzetti. «Conosco e apprezzo Cristina Grieco da anni – scrive – e sono certo che saprà affrontare questo nuovo importante incarico con tutte le doti professionali e umane che l'hanno fatta conoscere e apprezzare sia in ambito scolastico che in città».
Alberto Lenzi, invece, chiede di convocare subito la direzione del partito. E chiede anche che Bacci «metta a disposizione il proprio mandato». «Senza sottovalutare le qualità e competenze specifiche della professoressa Grieco – premette – la composizione della giunta, che non tiene in alcun conto quanto proposto dal Pd livornese, sottolinea ancora una volta la nostra marginalità politica e una gestione del partito che non riesce a ottenere risultati adeguati al peso e alla tradizione della città». «Si deve aprire – dice – una seria riflessione critica nel partito livornese».
Juna Goti
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