Il Tirreno

Livorno

Il ponte di Santa Trinita pedonale e un porto turistico al Maroccone

di Mauro Donateo
Il ponte di Santa Trinita pedonale e un porto turistico al Maroccone

Livorno, l’architetto Cagnardi lancia le sue idee nel dibattito del piano strutturale. Due obiettivi per il centro: riduzione del traffico e valorizzazione delle piazze. A Montenero la proposta di un anfiteatro all’aperto

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LIVORNO. Saranno solo «pensieri» come tiene a precisare più volte l’architetto Augusto Cagnardi, ma comunque sono le prime idee che il suo studio ha elaborato in vista del nuovo Piano Strutturale voluto dall’amministrazione (che si è posta come obiettivo l’adozione entro il 31 dicembre di quest’anno). Certo, essendo ancora nella fase iniziale le cose sono viste in grande, con una certa ambizione, e non è detto quindi che alla fine si realizzino tutte. Intanto, però, alcune proposte saltano subito agli occhi. Ad esempio, la zona del Maroccone pensata come un porto turistico. Oppure, un teatro all’aperto, immersa nel verde e con vista mare tra Antignano e Montenero. Da un punto di vista della gestione del traffico, invece, torna al centro della discussione il ponte di Santa Trinita: l’ipotesi allo studio è quella di renderlo pedonabile.

Le linee guida di Aurigi. È ripetendo le premesse del PS (affrontate nel primo incontro del 17 aprile) che Cagnardi spiega l’elaborato nell'auditorium Pamela Ognissanti: «Stiamo lavorando alla variazione del piano attuale, curato sempre dal nostro studio, che in base a diversi fattori, tra cui la crisi, deve essere ripensato. Non solo - aggiung e- occorre oggi avere il coraggio di pensarlo anche per le esigenze del futuro». Come sottolinea infatti l’assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi, «questo Piano Strutturale deve valere per i prossimi vent’anni». Poi, dopo alcune critiche del pubblico, fa una precisazione: «È l’amministrazione che ha il timone in mano della situazione, e coinvolgendo i cittadini vogliamo arrivare a un percorso condiviso. A Cagnardi - prosegue l’assessore - nel settembre 2014 ho dato subito le linee di programma da seguire: consumo zero del territorio e riqualificazione».

Porticciolo a Maroccone. Il turismo è uno degli elementi cardine nella mente del progetto: «Deve essere considerato una riserva economica fondamentale - afferma l’architetto milanese - e qui però non ci sono abbastanza alberghi per ospitare chi arriva». Poi parte l’invito a puntare «sul raccordo tra nautica e turismo», lanciando la sua proposta: «Guardiamo anche alla parte fuori della città verso sud, quella del Maroccone per esempio: oggi è un posto schifoso, perché non pensarci qui un porto turistico?».

Un teatro sopra Antignano. Ma non solo nautica, Cagnardi mette in evidenza anche il turismo alternativo, quello fatto dagli amanti del trekking, delle biciclette o dei cavalli: «Guardiamo al verde delle colline, qui c’è un paesaggio unico, ma bisogna migliorare i collegamenti con la città», facendo della zona tra il rio Maggiore e il rio Ardenza «la Mesopotamia della città». Poi ecco la seconda proposta: «Tra Antignano e Montenero si potrebbe pensare a una spianata nel mezzo del bosco dedicata agli spettacoli all’aperto, con la visuale del mare alle spalle». Su Montenero aggiunge: «Deve far parte della città, non della periferia».

Tassare l’ingresso in centro. Riguardo al centro, «occorre recuperare il ruolo sacrale della piazza, oggi in mano alle auto», continua Cagnardi, che spinge a «innovare e a fare cose diverse da come si è fatto finora», facendo intuire di condividere il senso della nuova piazza Grande, voluta dalla vecchia amministrazione e inaugurata dalla nuova. È affrontando la questione della mobilità («anche i cittadini devono capire che non si può arrivare con la macchina davanti ai negozi»), che l’architetto fa comprendere che gli strumenti non sono molti: «Tassare l’ingresso in centro oppure vietarlo con le ztl sono delle soluzioni fattibili», anche perché «con l’ingrandimento del porto il traffico aumenterà e non bisogna far confluire quello delle merci con quello di chi va al mare».

Ponte di Santa Trinita pedonale. Cagnardi passa ad analizzare un’altra ipotesi: «Stiamo studiando alcune proposte sul ponte di Santa Trinita per tagliare la sua percorribilità», e più che un abbattimento (come proposto dalla giunta M5s), l’idea sembra essere «di renderlo pedonabile, magari con delle scalinate come a Venezia».

In porto a piedi. Anche tra «città e porto occorre rivedere i rapporti - continua l’architetto dello Studio Gregotti - i cittadini devono entrarci a piedi senza problemi, e anche alcune attività commerciali potrebbero riversarsi nella zona del Mediceo, intercettando così i crocieristi». Mentre per la riqualificazione della costa, nessuna modifica: «Va benissimo così, ci sono tempi di storia differenti che si susseguono, è una cosa unica». Infine, l’ultima considerazione, (un vero invito) è sugli orizzonti: «Bisogna guardare oltre la città, aumentare gli spazi industriali collaborando con Collesalvetti e con Pisa per l’università».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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