Gioco
Regione, alle 17,30 Rossi ufficializza la giunta. Probabili sorprese
Il governatore si terrà la costa, gestirà la portualità e tre volte al mese sarà a Bruxelles. Marras, escluso, sarà capogruppo, Simoncini nello staff di presidenza
FIRENZE. L'annuncio ufficiale alle 17,30 a palazzo palazzo Strozzi Sacrati. A metà pomeriggio, di ritorno da Roma, dal ministero dello Sviluppo Economico e dalla Conferenza delle Regioni, in sala Pegaso Enrico Rossi annuncerà la squadra. La giunta con cui per i prossimi cinque anni intende governare la Toscana. E non si escludono sorprese. Forse per Siena, la zona per la quale il 17 giugno in serata ancora il Pd non aveva chiuso un accordo definitivo sul nome dell'assessore donna. Ma magari anche su altre zone.
Se non sono esclusi colpi di teatro dell'ultima ora sui nomi, Rossi ha già chiaro il quadro della Toscana dei prossimi cinque anni. E lo ha già illustrato a più riprese. Il presidente, infatti, intende tenersi deleghe importanti: intanto i porti, mentre il governo ridisegna il piano nazionale del settore. E decide quali Autorità portuali accorpare, quali approdi avranno un’importanza strategica, anche a livello internazionale. Centinaia di milioni da investire, con Genova alle costole: il nuovo bacino a Piombino, la darsena Europa a Livorno, il rilancio di Carrara.
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ROSSI SI TIENE LA COSTA
Proprio così: da governatore, Rossi decide di seguire in prima persona la costa, per recuperare quel “gap”, quella differenza che finora ha reso la Toscana e la sua economia a due velocità, come ha ripetuto - una sorta di mantra - in campagna elettorale. Particolare attenzione, allora, ci sarebbe voluta nella scelta dell’assessore della costa. In particolare di Livorno, alla ricerca di riscatto politico. E anche di una rappresentanza politica di peso nel nuovo esecutivo. Invece, la ricerca si è ridotta a una caccia al nome negli ultimi giorni che, di nuovo, ha messo contro federazione di Livorno e quella di Piombino e anche la costa con il partito fiorentino.
LA GUERRA DI LIVORNO
Un braccio di ferro intorno a due nomi di donna: la ex parlamentare Marida Bolognesi e la preside Cristina Grieco, che sarebbe diventata assessore a Livorno se non avesse vinto M5s Visto che, invece, oggi a Livorno governano i grillini, Cristina Grieco in municipio non è mai arrivata: in compenso, è data come favorita (anzi per sicura) nella giunta di Rossi, (forse a turismo e istruzione) come prima scelta del Pd regionale.
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GLI EX NELLO STAFF
Livorno, comunque, e la costa avranno una rappresentanza rafforzata grazie ad alcuni incarichi di staff: uno sarebbe previsto per il capogruppo uscente del Pd, Ivan Ferrucci (della provincia di Pisa) e uno per l’assessore uscente Gianfranco Simoncini. Rossi in persona ha chiesto all’ex assessore livornese di restare a collaborare con la Regione per le materie del lavoro e della formazione, deleghe che il governatore vorrebbe tenersi. Anche in considerazione delle centinaia di milioni di risorse comunitarie da gestire nel settore nel prossimo quinquennio. In realtà, non è solo per questo che Rossi punta ad avere uno “staff rafforzato” oltre la giunta, ridotta a 8 (da 10 dell’ultimo mandato). È che in molti lo danno come possibile futuro vicesegretario nazionale del partito, con crescenti impegni romani. Di sicuro, con crescenti impegni comunitari: solo come vicepresidente della conferenza periferica marittima dell’Unione Europea ha intenzione di essere a Bruxelles almeno tre volte al mese. Anche perché la commissione decide lo stanziamento di risorse ingenti.
VICEPRESIDENZA A LIVORNO
Con tutti questi impegni romani e internazionali, però, dicono gli uomini del Pd - la «Toscana deve lo stesso essere governata». E, di conseguenza, le persone di cui Rossi deve circondarsi, a cominciare dalla vicepresidenza, devono essere di peso e qualificate. Sembra che la vicepresidenza venga proprio offerta a Livorno, a Cristina Grieco, in modo da far digerire al segretario della federazione provinciale, Lorenzo Bacci, un assessore imposto da Firenze. Rifiutare un ruolo del genere per il segretario di federazione, infatti, diventerebbe difficile da giustificare. Ma non meno difficile è far accettare al partito livornese che ha proposto la candidatura politica dell’ex parlamentare Marida Bolognesi, la candidatura “tecnica” di Cristina Grieco.
GLI ASSESSORI DI ROSSI
A Firenze, pensano che la questione se la dovranno vedere a Livorno. Rossi, che considera l’assessore della costa in quota al Pd, pensa che gli impicci interni, se li dovrà sbrogliare il partito. Lui i suoi se li è già scelti. Intanto, come assessore di fiducia Vincenzo Ceccarelli, aretino, 17mila preferenze, il più votato in Toscana, candidato a ripetere l’esperienza di assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Urbanistica su richiesta esplicita di Rossi.
IL RIENTRO DI PRATO
Delega che non avrebbe voluto l’ex tesoriere regionale del Pd, il pratese Stefano Ciuoffo. L’ingegnere aveva già coperto l’incarico di assessore all’urbanistica a Prato, quando il sindaco era Romagnoli. E non vorrebbe ripetere l’esperienza, soprattutto perché si potrebbe trovare nella scomoda posizione di difendere la nuova pista dell’aeroporto di Peretola, contestata da Prato. Qualunque delega, comunque, sarà la benvenuta per Ciuoffo, visto che fino a pochi giorni fa l’area di Prato non aveva neppure un posto in giunta. Poi la federazione ha fatto la voce grossa e la questione è stata risolta all’italiana: fuori l’ex presidente della provincia di Grosseto, Lorenzo Marras che, in virtù dell’esperienza amministrativa (e del successo elettorale) ha ottenuto, comunque, l’incarico di capogruppo del Pd in Regione. E per Ciuffo si prospetta una possibile delega alle finanze.
L’ASSESSORE CONDIVISO
Questa delega, nella giunta passata è stata ad appannaggio di Vittorio Bugli, ex sindaco di Empoli, vicino a Rossi. Ma nella ripartizione dei posti, viene considerato assessore “condiviso” fra il governatore e il segretario regionale del partito, Dario Parrini che ne avrebbe chiesto personalmente la riconferma.
Sempre dal Pd è arrivata la richiesta di riconferma anche della vicepresidente uscente, la fiorentina Stefania Saccardi, fra le più votate in Toscana.Per lei si prospetta la delega alla Sanità e al Sociale, con la gestione dell’80% delle risorse economiche della Regione. Invece, per il presidente uscente della commissione Sanità, Marco Remaschi (della provincia di Lucca) sarebbe in arrivo la delega all’agricoltura.
LE QUOTE ROSA
A questo punto, mancherebbero solo due donne. Dando per scontata la nomina, in quota al Pd, della presidente della provincia di Pistoia, Federica Fratoni, c’è da capire chi sarà l’assessore in carico a Siena.
LA QUESTIONE SENESE
Si è parlato nelle ultime ore, di una donna con la qualifica di rettore: Monica Barni, figlia del socialista Mauro Barni. Tuttavia ancora prima delle 20 ieri l’accordo non era stato concluso. Tanto che un’altra ipotesi che circolava riguardava la possibile nomina di una consigliera comunale del senese ad assessore regionale. Parte del Pd confida che entro oggi la giunta venga chiusa, in modo che la squadra venga presentata al completo. Ma se anche così non fosse, Rossi ha tempo fino a giovedì alle 9 per definire nomi e deleghe da presentare agli eletti che, ieri, sono stati convalidati ufficialmente. Per l’inizio della nuova legislatura: la decima, con un’assemblea di soli 40 consiglieri.
(ha collaborato Cristiano Pellegrini)
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