Gioco
Caso-Sarais, dirigenti ed ex consiglieri minacciano querele
L’esponente del M5S finisce al centro delle polemiche dopo le parole pronunciate in consiglio sul 416 bis
LIVORNO. I dirigenti del Comune si sono sentiti offesi e i sindacati che li rappresentano minacciano querela. Così come l’ex presidente del consiglio comunale, esponenti dell’ex gruppo di maggioranza ed ex assessori, che hanno già preso contatto con alcuni legali. Questa volta sembrano tutti decisi a «non lasciar correre», perché «non ci stiamo a passare da delinquenti: valuteremo se querelare il consigliere...».
Il consigliere comunale finito nell’occhio del ciclone è Valter Sarais, del Movimento 5 Stelle. A far scoppiare la polemica sono state le parole che ha pronunciato due giorni fa in consiglio: «La precedente amministrazione, i dirigenti e il consiglio comunale intero – ha detto al microfono – sarebbero da 416 bis per crimini contro la collettività». Accuse pesanti, considerando che 416 bis sta per associazione di tipo mafioso.
Ieri mattina i dirigenti di Palazzo Civico si sono riuniti. Il clima era teso e alla fine lo sfogo è stato affidato a una nota inviata direttamente dalle segreterie provinciali di Fp Cgil e Uil Fpl, a firma dei segretari Giovanni Golino ed Emilio Chierchia. «Sarais – si legge nella nota – si è lasciato andare ad affermazioni sorprendenti e offensive. Non sappiamo se si sia recato in Procura per denunciare fatti e persone, come sarebbe suo dovere, come cittadino e ancora di più per chi si propone di rappresentare la collettività, garantendo legalità e rivestendo ruoli istituzionali. Quello che sappiamo è che queste dichiarazioni risultano offensive e diffamatorie per chi, come i dirigenti del Comune, si vedono chiamati in causa per eventi che decisamente respingono».
Golino e Chierchia fanno quindi sapere che «a loro tutela la Fp Cgil e la Uil Fpl hanno dato mandato ai loro legali di valutare se sussistono i presupposti per una querela nei confronti del signor Sarais, e una volta verificato daranno il via alla procedura». Poi invitano «il sindaco e il presidente del consiglio comunale a prendere i necessari provvedimenti verso chi utilizza le istituzioni per meri scopi di propaganda politica».
Duro anche l’ex presidente del consiglio comunale, Enrico Bianchi. Ieri è partito un giro di e-mail e telefonate tra ex amministratori ed ex consiglieri di maggioranza in quota Pd. «Mi sento profondamente offeso e ferito – ha detto poi in serata Bianchi – da quanto detto dal consigliere Sarais, che non conosco. Le parole sono confermate dallo streaming che mi sono preso la briga di ascoltare. Sono quarant’anni che mi guadagno da vivere onestamente: se ha delle prove nei confronti di qualcuno vada in Procura, ma non si permetta di offendere senza prove, per il gusto di offendere. Non è vero che in politica si può dire tutto: non si può offendere l’onorabilità di persone che neanche si conoscono. Stiamo valutando – fa sapere – se, individualmente o in gruppo, sporgere denuncia per diffamazione».
Juna Goti
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