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600 firme in consiglio per oncoematologia
LIVORNO. Hanno raccolto oltre 620 firme gli organizzatori della petizione popolare finalizzata a sensibilizzare le istituzioni competenti per migliorare il reparto di Ematologia dell'ospedale. Un...
LIVORNO. Hanno raccolto oltre 620 firme gli organizzatori della petizione popolare finalizzata a sensibilizzare le istituzioni competenti per migliorare il reparto di Ematologia dell'ospedale. Un traguardo significativo, che ha consentito l'approdo dell'atto sui banchi del consiglio comunale, dove martedì è cominciata una prima discussione, destinata ad essere allargata al tema dell'intera sanità livornese e approfondita nelle prossime settimane in quinta commissione consiliare.
Martedì in consiglio erano presenti i responsabili dell'Associazione italiana contro le leucemie di Livorno, con in testa il presidente Alessandro Baldi, tra i principali artefici della petizione popolare.
Nel corso del dibattito in aula, l'assessore Ina Dhimjini ha snocciolato i numeri del dipartimento di Oncoematologia, evidenziando l'importanza di un reparto che ha migliaia di accessi ogni anno. Poi ha ricordato la necessità di avere un dialogo con l'Azienda sanitaria per affrontare questioni delicate legate alle risorse umane, ai limiti strutturali delle aree di degenza e ai vari aspetti organizzativi.
I consiglieri, dal canto loro, si augurano che questo rappresenti solo l'inizio di una analisi ben più profonda sui problemi della sanità. «Ben vengano le petizioni popolari - chiosa Marco Bruciati (Bl) - ma serve anche un indirizzo politico sull'ospedale, che si ritrova penalizzato a causa delle scelte della direzione regionale. In un anno è appena la terza volta che si fa un accenno al tema della sanità: occorre una discussione più puntuale».
Elisa Amato (Fi) applaude all'iniziativa dell'Ail, mentre Francesco Bastone (M5S) ne approfitta per sottolineare che «la gestione della sanità deve rimanere pubblica, affinché il profitto, che non giova certo alla salute del cittadino, ne resti fuori».
Poi, su suggerimento di Cristina Bini (Pd), la decisione di affrontare la questione in commissione: saranno ascoltati gli organizzatori della petizione e, se disponibili, anche i responsabili dell'Asl.
(Gi.Ca.)
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