Il Tirreno

Livorno

Sarais: la vecchia giunta da 416 bis

Sarais: la vecchia giunta da 416 bis

Dura replica di Ruggeri (Pd): «Se hai le prove vai in procura, sennò scusati»

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LIVORNO. «Abbiamo perso due ore e mezzo per l’area pedonale qua davanti e allora vorrei dare la giusta proporzione a quella che è l’importanza degli spazi di bene comune della collettività livornese. Se si fosse posta la stessa attenzione sulle baracchine sul mare e sullo Scoglio della Regina si sarebbero evitati due disastri non solo per l’impatto ma anche per i soldi spesi. Ebbene, la giusta proporzione sarebbe che la precedente amministrazione, i dirigenti e il consiglio comunale intero sarebbero da 416 bis per crimini contro la collettività».

Il dibattito sui lavori in piazza del municipio sta per terminare e Valter Sarais, consigliere M5s, alza i toni. E si scaglia contro la precedente amministrazione. Lanciando accuse pesantissime: perché l’articolo 416 bis significa associazione di tipo mafioso.

In aula cala il silenzio. Poi quando arriva il momento delle dichiarazioni di voto, è Marco Ruggeri a ribattere duro al consigliere grillino. «Vi do un consiglio vivo - dice il capogruppo Pd -. Smettete di citare il codice penale quando siete in difficoltà. Se avete qualcosa da dire andate dove dovete andare, cioé in procura. Sono stanco che la si butti su un altro piano ogni volta che non si sa come rispondere- ha tuonato Ruggeri -. Consigliere Sarais prendi le carte e vai in procura della Repubblica, altrimenti sei solo uno che chiacchiera. Le accuse che hai fatto sono molto gravi. O hai le prove o ti scusi. Queste cose non si possono dire gratis per fare propaganda. Hai una funzione istituzionale, critica, dì quel che vuoi, ma alcuni argomenti non li usare. Su questa storia avete rotto».

L’ultima parola spetta a Sarais: «Non c’è bisogno di recuperare gli atti - replica -, com’è stata combinata la città è sotto gli occhi di tutti. La giusta proporzione è condannare per crimini contro la collettività la precedente amministrazione per i disastri fatti. Non chiedo scusa a nessuno».

A quel punto il presidente Cepparello lo richiama: «Accusare di crimini è una cosa abbastanza forte. Ricordo che se abbiamo notizie di reato dobbiamo andare in procura».

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