Toscana
Pompaggio dei fossi garantito per altri 4 mesi
Accordo provvisorio in prefettura: l’Autorità Portuale pagherà le spese ad Enel Ma poi sarà palazzo civico a doversi accollare i costi del flusso delle acque
LIVORNO. Le pompe di raffreddamento che alimentano il ciclo forzato dell'acqua nei Fossi continueranno a rimanere accese nonostante la dismissione della centrale Enel del Marzocco.
È l'impegno preso ieri pomeriggio da Authority, Comune e Enel e messo nero su bianco in un accordo firmato in prefettura dal sindaco Filippo Nogarin, dal presidente dell’Autorità Portuale Giuliano Gallanti e dal responsabile dell'operatore elettrico nazionale, l'ingegner Antongiulio Bertoncini.
L'accordo scongiura difatti il fermo delle elettropompe che tengono in moto il flusso acqueo, contribuendo a mantenere ossigenati i fossi. Che altrimenti si troverebbero senza corrente con tutto quel che ne consegue dal punto di vista della stagnazione delle acque e degli odori.
L'Enel, che il 10 giugno scorso aveva annunciato la chiusura della centrale elettrica, garantirà in via provvisoria il funzionamento dell'impianto di prelievo e pompaggio delle acque dal "Canale Industriale" al "Canale dei Navicelli", mantenendo accesa una pompa per quattro mesi a partire da oggi. Sarà l'Autorità Portuale a rimborsare all'Enel i costi di esercizio e manutenzione degli impianti e i consumi elettrici.
Nel frattempo, in questi quattro mesi, Comune, Authority e Enel si impegneranno ad affrontare, fin da subito, la questione in via definitiva, aprendo un tavolo tecnico e cercando una soluzione alternativa all'utilizzo del sistema di pompaggio della Centrale Termoelettrica del Marzocco.
«Questo accordo - ha dichiarato il segretario generale dell’Authority, Massimo Provinciali, presente all'incontro - è la dimostrazione che, insieme, Authority e Comune possono interpretare un ruolo di primo piano nella risoluzione dei problemi cittadini. Ringrazio l'Enel per la disponibilità e la sensibilità dimostrata nei confronti della città».
Soddisfatto del risultato raggiunto anche il primo cittadino di Livorno, Filippo Nogarin, che ha detto: «Si tratta di un primo passo verso la regolarizzazione di una situazione che, in mancanza della ossigenazione dei fossi, avrebbe avuto pesanti ricadute per la città. Ora abbiamo quattro mesi di tempo per trovare la soluzione più idonea».
Di fatto, è emerso durante il tavolo, trattandosi di un tema di sanità pubblica, spetterebbe a palazzo civico garantire il flusso delle acque dei fossi (la cui competenza è invece di palazzo Rosciano). Sarà quindi probabilmente il Comune in seguito a doversi accollare l’onere del pompaggio.
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