Il Tirreno

Livorno

Imu e Tasi, come pagare all’ultimo tuffo

Giovanna Mezzana
Imu e Tasi, come pagare all’ultimo tuffo

Le soluzioni per rispettare la scadenza e le sanzioni per chi lo farà nei prossimi giorni

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Il Tax Day sulla casa è arrivato: scade oggi, martedì 16, il termine per il pagamento delle prime rate – gli acconti – di Imu e Tasi. Lo avevate dimenticato? Ecco una mini-guida per saldare all’ultimo minuto o per pagare sanzioni ridotte nel caso in cui non riusciste a rispettare la scadenza di oggi. Sono chiamati a versare l’Imu tutti i proprietari di seconde case, negozi, capannoni industriali, terreni agricoli, immobili commerciali e chi ha un’abitazione di lusso (residenza signorile, villa, castello). La Tasi – la tassa sui servizi indivisibili, dal verde pubblico all’illuminazione delle strade – grava invece su tutti: da chi è proprietario dell’immobile in cui vive (prima casa) all’inquilino (se il Comune lo ha previsto), a meno che l’Amministrazione locale non abbia deciso di non applicarla per alcune categorie di immobili.

Prima mossa. Recupera i pagamenti fatti nel 2014: sia acconti che saldi. A questo punto devi sapere se il Comune dove risiedi – e, eventualmente, quello in cui hai un immobile di proprietà – ha variato le aliquote sui tributi locali: la stragrande maggioranza, anche in Toscana, non le ha modificate (i sindaci hanno tempo fino al 30 luglio per eventuali ritocchi) ma è bene verificare.

Le strade sono tre. Puoi visitare il sito del Mef – Dipartimento delle Finanze e consultare la delibera del Comune: fallo solo se sei esperto di regolamenti di finanza locale. Oppure puoi dare un’occhiata al sito del Comune: vai alla sezione che di solito si chiama “Tributi locali” oppure “Pagare le tasse”, ma già sulla home page dovresti trovare in evidenza le informazioni su Imu e Tasi. O ancora, ed è l’opzione più semplice, telefona all’ufficio tributi del Comune e chiedi se le aliquote sono variate.

Il calcolo. Se il Comune per il momento non ha modificato le aliquote, per le prime rate sia di Tasi che di Imu in scadenza oggi devi pagare il 50% dell’importo complessivo (acconto più saldo) versato nel 2014. In questo caso è dunque tutto molto semplice. Devi procurarti il modello di pagamento F24; puoi scaricarlo da Internet; digita su un motore di ricerca “modello F24 da scaricare e stampare” (scegli ad esempio il risultato che porta al sito dell’Agenzia delle Entrate); oppure ritiralo agli sportelli postali. A questo punto copia il primo F24 pagato nel 2014 (quello relativo all’acconto) con l’accortezza di variare solo l’anno di riferimento (2015 al posto di 2014).

Se invece hai smarrito la copia dei pagamenti fatti lo scorso anno, oppure se il Comune ha variato le aliquote o ha deciso di applicare per la prima volta quest’anno la Tasi, ci vuole uno sforzo in più. Se non sei in grado di calcolarti i tributi da solo, rivolgiti ad un Caf o ad un professionista: magari armandoti di pazienza, visto che in queste settimane i contabili sono oberati anche dal nuovo 730 precompilato. Sappi però che anche nel caso in cui il tuo Comune abbia apportato delle modifiche alle aliquote, puoi sempre versare la prima rata in base ai valori 2014 e “conguagliare” poi il 16 dicembre. Qualora l’asticella delle aliquote fosse stata mossa a favore del contribuente o fossero state aumentate le detrazioni (caso che riguarda per ora solo il 2% dei comuni italiani), allora conviene farsi ricalcolare subito il tributo e pagare in base ai nuovi parametri per godere subito di un risparmio.

Il pagamento. L’F24 si può pagare agli uffici postali o in banca e non ha costi di commissione. Molti istituti bancari offrono il servizio di pagamento dei tributi locali online; se il tuo conto corrente prevede questa opzione, sfruttala: eviterai le code del Tax Day. I tributi locali possono essere pagati anche mediante compensazione di crediti contributivi o erariali (quando risulta un’Irpef a credito): in tal caso bisogna obbligatoriamente usare il modello F24 telematico, ma visto che ormai siamo all’ultimo tuffo, forse conviene pagare in contanti con l’F24 cartaceo (chiedi comunque consiglio ad un Caf o ad un professionista).

Le sanzioni. E se non pagherai entro martedì 16? Rischi una sanzione del 30% in più del dovuto. Puoi evitarla, ricorrendo al cosiddetto ravvedimento operoso, procedura che riduce la mora. Ci sono quattro tipologie di ravvedimento, a secondo dei giorni di ritardo. Anziché il 30% si paga una sanzione dello 0,2% del valore dell’imposta per giorno di ritardo entro quattordici giorni; del 3% al giorno dal quindicesimo al trentesimo; del 3,33% dal trentesimo al novantesimo giorno e del 3,75% entro un anno dall’omissione (16 giugno 2016); in tutti i casi si aggiungono gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale che per quest’anno è stato fissato nello 0,5% annuo. Il ravvedimento operoso conviene, ma il calcolo (secondo le modalità illustrate) deve però essere corretto; se hai dubbi, rivolgiti agli esperti. Entro il 16 giugno 2016 bisogna però a tutti i costi saldare, se non si vuole incorrere in sanzioni significativamente più pesanti.

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