Il Tirreno

Livorno

«I fascisti ci hanno insultati e picchiati»

di Lara Loreti
«I fascisti ci hanno insultati e picchiati»

Il racconto di uno dei ragazzi livornesi aggrediti in pieno centro dopo l’incontro organizzato dalla Cgil con Susanna Camusso

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LIVORNO. «“Levatevi dal c...o, comunisti di m...a, il ’68 non c’è più e la Resistenza è finita”. Gridando queste parole, prima ci hanno lanciato contro un bicchiere di vetro. Poi ci hanno aggredito a sorpresa alle spalle: hanno strappato la bandiera delle rete studentesca e hanno usato l’asta per picchiarci. Erano in cinque, scatenati: uno rasato a torso nudo, con una svastica tatuata sul petto. Calci e pugni sferrati con violenza contro di noi, che eravamo in quattro e sparpagliati. Solo quando, tra un colpo e l’altro, siamo riusciti a radunarci, loro sono scappati».

Leonardo ha solo 14 anni. «Ma ne compio 15 quest’anno», dice con la tipica smania adolescenziale di volersi sentire più grandi. Insieme ad altri tre giovani studenti, domenica sera è stato vittima di un’aggressione di tipo “squadrista” a Firenze in via dei Cimatori, in pieno centro storico, da parte di un gruppo vicino alla destra fiorentina. È quanto emerge dalle prime indagini svolte dalla polizia del capoluogo toscano. Con lui c’era un altro studente livornese, 18 anni, e due perugini, tutti appartenenti all’organizzazione Rete studentesca nazionale. Il gruppetto era appena uscito dal Palazzo Vecchio, dove aveva assistito all’evento finale delle Giornate del Lavoro della Cgil: la leader del sindacato, Susanna Camusso, intervistata da Roberto Napoletano, direttore del Sole24Ore. E si stava dirigendo verso piazza Santissima Annunziata, passando per le stradine interne del centro. I quattro camminavano insieme: i due livornesi, più un ragazzo e una ragazza di Perugia.

A un tratto, la giovane sente un colpo fortissimo alla caviglia. Qualcuno ha scagliato un bicchiere di vetro e l’ha colpita in pieno, tanto che poi lei sarà costretta ad andare in ospedale. «Quel lancio ci ha colto di sorpresa e tutti ci siamo chiesti da dove provenisse - racconta il giovane studente livornese - Forse è caduto dall’alto, ci siamo detti. A quel punto abbiamo accompagnato lei in un bar per farla medicare. Poi abbiamo ripreso il cammino: è stato allora che da dietro siamo stati travolti prima da un giovane e poi da altri quattro, tra cui quello rasato con la svastica tatuata. Hanno afferrato la nostra bandiera e l’hanno strappata. Poi hanno usato l’asta per picchiarci. Ci urlavano contro, insultandoci e ci colpivano senza tregua».

Il corpo a corpo è stato molto duro: il livornese diciottenne è stato ferito. Ha riportato un taglio e una contusione dovuti ai colpi di asta ricevuti, e aveva anche un livido all’avanbraccio. Leonardo invece ha preso una botta a una mano, «ma per fortuna niente di grave, poteva andare peggio», dice il ragazzo.

La scena è stata vista da alcuni turisti che erano nei pressi di un bar e che sono riusciti a fare delle foto. Le immagini sono state acquisite dalla Digos di Firenze, che ora sta indagando per rintracciare i responsabili. Sul posto, sono intervenute due volanti della questura, ma gli aggressori a quel punto erano già spariti. In serata, dopo aver raccontato tutto agli agenti, i due feriti sono andati in ospedale a Firenze per essere medicati, dopodiché hanno formalizzato la denuncia in questura.

«Non so se quei giovani sapessero che noi eravamo appena usciti dall’incontro organizzato dalla Cgil- dice il giovane - Forse sì, ma non credo che fosse un agguato preparato: a quanto pare, loro erano in un bar e ci hanno visto passare. Quindi sono entrati in azione perché hanno visto la bandiera della nostra organizzazione studentesca». Leonardo non si spiega il perché di un’aggressione così violenta e gratuita: «Ci hanno chiamato comunisti di m..., oltre tutto sbagliando: noi non siamo comunisti, la nostra è un’organizzazione di sinistra, antifascista sicuramente».

Secondo le vittime, gli aggressori sono fiorentini. «L’accento era marcatamente di Firenze - spiega Leonardo - ho sentito dire che nel pomeriggio nella zona c’era stata una manifestazione sportiva, e non è escluso che quei ragazzi avessero preso parte all’evento. Non credo che ci abbiano seguito, ma forse sapevano dell’avento sindacale». I livornesi erano a Firenze con la Rete studentesca che la scorsa settimana ha organizzato anche un coordinamento interregionale del centro Italia.

Ora la polizia sta dando la caccia agli aggressori. In base alle prime indiscrezioni emerse dalle indagini, pare che due o tre dei picchiatori siano stati individuati: sarebbero due giovani di 21 e 24 anni vicini a Casa Pound, più un 40enne. Gli altri, secondo le descrizioni, avrebbero tra i 30 e i 40 anni.

Sul caso pè intervenuto presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. «Un attacco fascista in piena regola, un atto di vigliaccheria da condannare senza esitazioni». Così il Rossi esprime la propria solidarietà ai giovani della Rete degli studenti a Firenze per assistere alla conclusione delle 'Giornate del lavorò, organizzato dalla Cgil, aggrediti un gruppetto di militanti di estrema destra. «Sono atti - ha commentato Rossi - che appartengono ad alte culture, non a quella toscana, non a quella di Firenze. Sono convinto che chi ha il dovere di mantenere l'ordine ha già gli elementi per individuare gli autori di un gesto così pavido e violento che non ammette nessuna giustificazione. Da parte della Regione vorrei esprimere solidarietà ai ragazzi e ragazze vittime di un'aggressione che avrebbe potuto avere conseguenze anche più gravi».

 

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