Il Tirreno

Livorno

«Energia, più consumi ma meno inquinamento»

di Mauro Donateo
«Energia, più consumi ma meno inquinamento»

Collesalvetti, il Comune sottoscrive il Patto dei sindaci e approva il piano d’azione Demi: «Il nostro obiettivo per il 2020 è di ridurre del 25% le emissioni di gas serra»

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COLLESALVETTI. A Collesalvetti i consumi dell’energia sono tornati ad essere quasi simili agli anni prima del 2008, periodo d'inizio della crisi.

Secondo i dati forniti dal Comune colligiano siamo infatti vicini ai consumi del 2004. Numeri confortanti per l’economia colligiana, perché vuol dire che le attività hanno ripreso a lavorare a pieno regime o quasi.

Ma il dato da sottolineare è che questo aumento dei consumi di energia non ha comportato la stessa cosa per le emissioni dei gas serra. Insomma, a sentire ciò che dice l’assessore comunale al’Ambiente Riccardo Demi, «a Collesalvetti si consuma energia come prima, ma in modo più sostenibile».

Dopo che il Consiglio Comunale ha approvato il Piano di azione per l’energia sostenibile, l’ultimo tassello necessario per aderire al Patto dei Sindaci, (l’accordo europeo per ridurre le proprie emissioni di Co2), l’obiettivo adesso è un altro: arrivare al 2020 con un -25,7% di emissioni gas serra.

La Provincia di Livorno e l’Agenzia Energetica Provinciale, che hanno collaborato al Paes, elogiano il loro svolto dal Comune. «A Collesalvetti –affermano le rispettive rappresentanti Giovanna Rossi e Anna Canini – abbiamo riscontrato un grande lavoro, svolto totalmente in autonomia e in modo efficiente». A livello provinciale la prima ad aderire al Patto dei Sindaci è stata l’Isola d’Elba, poi lo ha fatto anche il Comune di Livorno nel novembre 2014. Ma ecco i dati forniti dal gruppo tecnico di lavoro: a Collesalvetti dopo la crisi del 2008 c’è stato un evidente crollo dei consumi dell’energia (da 506.392MWh a 379.058 MWh del 2010). Questo ha comportato una notevole diminuzione di emissioni di Co2 (da 147.623 del 2008 a 102.186 del 2010). Stando a quanto registrato per il 2012, possiamo notare una piccola ripresa dei consumi di energia (415.232,5 MWh, con un più 3,2% rispetto al 2004), dato utile per comprendere che le attività sono tornate a lavorare quasi ai ritmi pre-crisi . «Ma a confortare - spiega Andrea Cantini, coordinatore del piano di lavoro- è che le emissioni di Co2 sono diminuite». Infatti, nel 2004 erano di circa 124.076, nel 2012 106.059. Questo grazie al miglioramento dei mezzi, alle energie rinnovabili e alla sensibilizzazione dei cittadini.

Il settore dove si consuma più energia è quello legato ai trasporti (42,28%), mentre l’industriale (escluso le Ets come Eni e Enipower) 28,63 %. «Purtroppo –aggiunge Cantini- per la normativa europea queste grandi industrie non possono essere incluse nel piano, essendo di competenza ministeriale».

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