Lutto
Ruspe e divieti non fermano i bagnanti
Viaggio tra i frequentatori delle Spiagge Bianche, dove alla foce del Fine è stato aperto il cantiere per il ripascimento
ROSIGNANO. Neppure ruspe e cantieri aperti per prelevare la sabbia da usare per il ripascimento scoraggiano gli amanti della tintarella. Meta di turisti da tutta Italia, le Spiagge Bianche sono uno dei punti di attrazione più forte del comune di Rosignano. Schiere di bagnanti non esitano a tuffarsi vicino ai corsi d’acqua che trasportano gli scarichi della Solvay e non si lasciano intimorire dalla fama di arenile “poco naturale” che da sempre circonda i Caraibi toscani. La spiaggia è gremita anche nelle giornate poco soleggiate e variabili: famiglie, gruppi di amici e coppie di innamorati accompagnate dai propri cani scelgono di stendersi sulla sabbia bianca per passare un week end in tranquillità, lontano dal caos cittadino.
Accanto agli ombrelloni, però, ci sono i banchi di sabbia che il Comune ha deciso di prelevare dalla foce del fiume Fine e di impiegare nel ripascimento delle spiagge erose. In molti continuano con serenità a fare il bagno nell’acqua dall’aspetto cristallino e si divertono in evoluzioni di kite-surf, come se niente fosse. «È un posto tranquillo, ci vengo spesso per portare con me il mio cane – dice Francesca Adduci, da Pontedera – La spiaggia è più pulita di quella del Calambrone, ma ho scelto di non farci il bagno per tutto quello che si sente dire sugli scarichi». Tante le persone che non sanno dei lavori che vengono effettuati quando la spiaggia non è frequentata, cioè prima delle 9 e dopo le 20. Le aree interdette al pubblico avrebbero dovuto essere recintate, ma le reti rosse che circondano i banchi di sabbia estratta non arrivano a ridosso della battigia e non sembrano impensierire chi ci si sdraia vicino. «Non mi piace venire a Vada ma siamo costretti a farlo perché c’è una spiaggia per cani – dice Eleonora Cecchi di Livorno – Ci sono un sacco di scarichi industriali in queste acque, che assomigliano più a fango che a sabbia». Molte persone arrivano da fuori provincia e addirittura da fuori regione, incuriositi dalla fama del posto. «C’è chi ne parla come di un’enorme discarica, ma non sappiamo quanto ci sia di vero in queste voci. Noi non abbiamo fatto il bagno, ma non abbiamo nemmeno visto un cartello che lo vietasse», ci dicono Laura Zani e Giulio Mascheretti, arrivati da Bergamo per una vacanza in Toscana.
Incontriamo anche un cittadino rosignanese, affezionato frequentatore delle Spiagge Bianche: «Spero che le ruspe non compromettano la passeggiata nel fine settimana. Un ripascimento della spiaggia non dovrebbe essere comunque un motivo di disagio, è anzi un servizio da cui tutta la comunità può trarre giovamento. Il problema di questo posto non è l’inquinamento ma la totale libertà lasciata a chi ne usufruisce. La bau beach ne è un esempio eclatante. Non si sono mai visti controlli da parte delle forze di polizia. Anche se verrà installato il divieto di balneazione alla foce del fiume, chi verificherà che venga rispettato?»
La pensa diversamente un nutrito gruppo di turisti fiorentini: «Questa sabbia è piena di cadmio, bromo e mercurio e per questo è altamente inquinante. Portarla altrove per evitare l’erosione significa solo andare ad inquinare altre zone. Noi veniamo qui una volta ogni tanto: è l’unico posto in cui ci si possa abbronzare al massimo e in poco tempo». Non sa niente degli interventi con le ruspe nemmeno Silvia Rizzi, fiorentina che passa l’estate su questa spiaggia sin da quando è piccola, nonostante le transenne siano proprio dietro alle sue spalle: «Questo posto è una attrazione economica. A me piace perché è tranquillo e veramente bello». Duccio Agresti, in compagnia del suo cane e della fidanzata Lisa Bernardinello, è invece informatissimo sull’argomento: «So bene degli interventi di escavazione, ma un riposizionamento di sabbia non è certo un motivo plausibile per non fare il bagno. Il divieto c’è da tempo e per un altro motivo, ma al riguardo si sente dire di tutto. C’è chi dice che è pieno di metalli pesanti, altri affermano che il bianco è dovuto all’innocuo bicarbonato. Non so quale sia la verità».
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