Sicurezza
«La Torre? L’interesse c’è, però...»
Comune tiepido sull’eventuale acquisizione. Fasulo: sos manutenzioni e gestione
LIVORNO. «L’interesse per la Torre c’è, ma poi come facciamo con manutenzione e gestione?». L’assessore alla cultura, Serafino Fasulo, non si sbilancia. E fa capire che per il Comune acquisire la Torre di Calafuria dal Demanio sarebbe tanto allettante quanto complicato.
Non in termini di acquisto, visto che la legge permetterebbe a Palazzo Civico di prendersi il bene senza spendere un euro (e facendo quasi un favore al Demanio dello Stato). Quanto per quello che verrebbe dopo, perché il Comune dovrebbe accollarsi la manutenzione, ordinaria e straordinaria, e pensare alla gestione.
Lo dice a chiare lettere Fasulo, che dopo il servizio pubblicato pochi giorni fa dal Tirreno, conferma che l’amministrazione a Cinque Stelle ha fatto un sopralluogo nella suggestiva Torre, vuota e transennata da due anni. «Ne ho parlato al sindaco alcuni mesi fa – riferisce l’assessore – l’interesse c’è, ma acquisire gli spazi poi significa anche gestirli. Qui siamo in una situazione di tale ristrettezza di risorse che è un cane che si morde la coda. È facile dire “la prendo”, il Demahio ce la dà, ma poi? Rischieremmo problemi di manutenzione e gestione e magari alla fine ci troveremmo a fare un bando: allora tanto vale che sia direttamente il Demanio a farlo».
Quindi è da escludere un interessamento diretto del Comune prima che si faccia avanti qualche privato? «Non è da escludere – risponde Fasulo – ma si dovrebbero reperire le risorse. È un po’ come con i progetti Piuss: è facile recuperare uno spazio, è avere un progetto per questo spazio che è più complesso». Tradotto: per ora la Torre resta vuota e transennata. Il Demanio l’aveva fatta mettere in sicurezza nell’estate del 2013, dopo che alcune pietre erano venute giù dal tetto e dal ballatoio. Da allora niente a cambiato. Il pittore e vignettista Alberto Fremura, nel frattempo, non ha rinnovato la concessione e a oggi il Demanio non ha pubblicato bandi per riassegnarla. Si sa che negli ultimi mesi si sono fatti avanti alcuni privati e che ad aprile anche una fondazione legata all’ambiente ha chiesto di fare un sopralluogo.
(j.g.)
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