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Livorno

La settimana corta non s’ha da fare: sabato tutti in classe

La settimana corta non s’ha da fare: sabato tutti in classe

La Provincia fa marcia indietro: anche per il prossimo anno niente rivoluzione degli orari negli istituti superiori

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LIVORNO. Niente settimana corta per gli istituti superiori. Anche per il prossimo anno scolastico si farà lezione sei giorni su sette.

La proposta lanciata dall’amministrazione provinciale di Livorno, che aveva chiesto di ridurre le giornate di lezione da sei a cinque, con il sabato di festa, per ridurre i costi di gestione degli edifici (corrente elettrica, pulizia, manutenzione, servizio di controllo) aveva suscitato perplessità e proteste in numerosi istituti.

Una situazione che aveva acceso in dibattito un po’ in tutte le scuola sia della città sia della provincia, ma anche nelle famiglie. Il tema infatti è subito risultato molto sentito perché tocca da vicino abitudini e modi di pensare.

La Provincia proprio a questo scopo aveva rivolto ai singoli istituti una sorta di sondaggio preventivo, per capire la posizione delle varie scuole. Che è risultata diversificata da scuola a scuola e anche territorialmente. Sondaggio non vincolante, la decisione finale infatti spetta all’ente provinciale che ha la titolarità sugli edifici degli istituti superiori. La risposta definitiva è arrivata ieri da Palazzo Granducale, alla fine dell’anno scolastico, con una marcia indietro rispetto alla proposta iniziale.

La Provincia conferma infatti che anche per l'anno scolastico 2015/2016 l'orario delle lezioni degli istituti scolastici superiori si dispiegherà nei consueti sei giorni settimanali. A seguito del confronto avviato con i dirigenti scolastici, i docenti e la rete degli studenti, la Provincia ha deciso, si spiega, «di soprassedere, per il momento, ad ogni decisione in tal senso».

Si ricorda che la proposta, inviata dall'Amministrazione provinciale alle scuole nel gennaio scorso, «era dettata dalla necessità di contenere le spese, a causa delle difficoltà finanziarie sempre maggiori dell'ente». L’ottica quindi era quella della spending review, argomento che però evidentemente non è stato sufficiente per avviare questa piccola rivoluzione.

Tuttavia, «tenuto conto in primo luogo del rispetto dell'autonomia scolastica in merito all'organizzazione didattica, della necessità di predisporre un adeguato piano di riassetto degli edifici scolastici e dell'esigenza di prevedere specifiche modifiche anche dei servizi di trasporto pubblico», la Provincia ha ritenuto utile rinviare la questione ad una successiva ulteriore fase di approfondimento con le componenti scolastiche e gli altri soggetti interessati.

Dunque tutto è rimandato. E il sabato si continuerà ad andare a scuola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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