Gioco
Gordiani insiste: «Lonzi si sposterà al Biscottino»
Il trasloco dell’azienda (e della Rari) fra le richieste più pressanti nell’incontro-festa promosso da Buongiorno in Corea. Ma l’ipotesi ha già creato attriti con Collesalvetti
LIVORNO. «La nostra provincia è ai primi posti delle classifiche italiane sull'inquinamento da molti anni. A questo disagio si è aggiunto quello sociale: disoccupazione, abbandono scolastico ed emergenza abitativa rischiano di aggravare una situazione già drammatica». Stefano Romboli, presidente di Buongiorno Livorno, lo dice sventolando il testo della mozione (già depositata) con cui Buongiorno chiede alla giunta di istituire un tavolo su ambiente e salute che inizi a analizzare i problemi proprio dai quartieri nord.
È per questo che ieri piazza Saragat, in Corea, è stato teatro di una festa. Al centro il dibattito che ha visto protagonisti, oltre a Romboli,gli assessori Ina Dhimgjini (sociale) e Giovanni Gordiani (ambiente) più Andrea Grillo (presidente della Libera università popolare, esponente di Senza Soste e di Vertenza Livorno) e i rappresentanti dei comitati che ruotano attorno alla lotta all'inquinamento e alla difesa ambientale: Fabrizio Terreni (comitato di via del Limone), Enzo Simbula (comitato per la salvaguardia del Cisternino), Eliano Borghini (comitato quartieri nord) e Gianni Fuoti (comitato aria pulita Livorno nord).
Incidenza tumorale più alta che nel resto della Regione, impatto inquinante di Lonzi, Rari, Eni, Enel, porto, inceneritore e traffico di Tir, mancanza di strutture e assistenza sanitaria adeguate, assenza di prevenzione: questi i temi emersi da questo spaccato cittadino che alle scorse amministrative ha sostenuto il M5S proprio per le istanze ambientali.
Dal pubblico arriva una richiesta: la delocalizzazione della Lonzi Metalli. «Tra ottobre e dicembre scorsi abbiamo avviato il percorso autorizzativo di delocalizzazione riducendo a 12 mesi i tempi attuativi con un atto di giunta», risponde Gordiani, sottolineando che è il frutto della collaborazione dell'azienda Lonzi, a cui il Comune non potrebbe intimare di andarsene («purtroppo l'iter amministrativo che l'ha localizzata dov'è, accanto alle case, è stato assolutamente corretto dal punto di vista legislativo»). La soluzione prospettata dall'assessore è di ampio respiro: l'idea è quella di costruire una “ricicleria”, uno spazio dove confluiscano Lonzi, Rari, Aamps ed altri che permetta di razionalizzare e ottimizzare i processi legati al riciclo e al trattamento dei rifiuti. Dove? Sulla piattaforma di Biscottino. La proposta, a dire il vero, aveva fatto scintille già nello scorso maggio, con il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci che si era detto assolutamente contrario ad ospitare un progetto del genere “in casa propria”. E sull'ipotesi, anch'essa circolata nei mesi scorsi, di spostare il tutto dentro il porto? «Io sto a quello che è scritto negli atti: la zona di Biscottino è già stata indicata. Certo, se dovesse saltare il piano A...» risponde l'assessore Gordiani, lasciando trapelare forse qualche incertezza. «Da noi massima attenzione ad ambiente e salute – rassicura l'assessore Dhimgjini – stiamo lavorando in questa direzione».
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