Il Tirreno

Livorno

«La mia Enduro ritrovata in tre ore»

«La mia Enduro ritrovata in tre ore»

Parla una delle vittime: alle 8 sono sceso in strada per andare al lavoro, alle 11 i militari mi hanno chiamato per ridarmela»

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LIVORNO. La perplessità e la rabbia. Quelle provate da Marco Morelli, agente di commercio livornese di 55 anni, alle 8 di mercoledì, quando è uscito di casa per andare al lavoro e non ha trovato la sua moto da Enduro Sukuki 1000, nuova di zecca, da 14mila euro. Poi la sorpresa e la gioia, che appena tre ore dopo hanno riempito la sua giornata: alle 11 ha ricevuto la chiamata dei carabinieri, lo avvisavano che la sua moto - per il cui furto aveva già presentato una denuncia alla stazione di Ardenza - era stata ritrovata.

«Per me quella chiamata è stata un vero sollievo - racconta Marco Morelli, residente in via San Marino alla Scopaia - Io con la moto ci lavoro: facendo l’agente di commercio, viaggio molto, in questo momento mi trovo a Trento. E spesso giro in moto per praticità e passione. Non trovarla più sotto casa è stato un vero choc, anche perché è praticamente nuova. I carabinieri sono stati bravissimi e molto disponibili». Morelli ha recuperato la sua Suzuki nella caserma di viale Mameli. E ha constatato a sue spese la mancanza di scrupolo con cui la banda dei ladri di moto agiva. «La mia Enduro è inutilizzabile: hanno spaccato il blocchetto di accensione e il bloccasterzo. Quindi, per portarla via, ho dovuto chiamare il servizio assistenza della Suzuki. Comunque va bene così: tra averla e non averla, la preferisco rotta! Ritrovarsi a giugno/luglio a piedi sarebbe stato davvero un incubo». Morelli fa una riflessione: «Ho fatto i complimenti ai carabinieri per l’operazione, ora però la speranza è che chi ha sbagliato paghi effettivamente: la certezza della pena è essenziale. E questo tipo di reati per la gente è particolarmente odioso perché ci si sente vulnerabili: io purtroppo sono già stato più volte vittima di furti a bordo dellabarca, in porto. È una bruttissima sensazione».

Qualcuno dei derubati, come l’agente di commercio, si è accorto del furto; altri invece sono rimasti sorpresi quando una telefonata dalla caserma di Fabbricotti li ha informati che l’amato mezzo era stato recuperato. «La moto? E quando me l’hanno presa?». Un caso analogo è successo a Daniele Arcamone, ambulante livornese di 41 anni, residente in via Bosi, in zona piazza XX Settembre. Il commerciante aveva prestato il suo furgone, che usa per lavoro per andare a esporre la sua merce ai mercatini, a un amico che abita alla Scopaia. Solo che quest’ultimo non si era accorto che martedì notte il furgone era sparito da sotto casa sua. Il mezzo, come accertato dai carabinieri, era stato sottratto e poi usato dai ladri per trasportare i mezzi rubati. Ed era stato lasciato pieno di moto a Nugola. «È la seconda volta che mi rubano il furgone - dice Arcamone - Nel primo caso, nel 2011, il furto era avvenuto in città. Poi il furgone era stato ritrovato a Viareggio».

Daniele è sollevato: «Il furgone è vecchiotto, ma molto funzionale: io lo uso tutti i giorni. All’interno per fortuna c’era solo una cartellina con dei documenti: è sparita, ma il danno è davvero minimo. Perderlo mi aveva provocato un grosso dispiacere. Plauso ai carabinieri, che hanno lavorato davvero bene».

Lara Loreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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