Il Tirreno

Livorno

Il Goldoni saluta Pacini Era l’uomo della pioggia

Il Goldoni saluta Pacini Era l’uomo della pioggia

Una vita da capomacchinista del teatro e una grande passione per la batteria Ha lavorato fino all’ultimo. «Quella volta che fece diluviare sul palcoscenico»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Piange il Goldoni, ma piange tutto il mondo del teatro. Se n’è andato infatti Mirco Pacini, storico capo macchinista del Goldoni.

Faceva questo lavoro da sempre e da 24 anni era diventato il punto di riferimento per tutto ciò che muoveva ed animava il palcoscenico del teatro di tradizione livornese.

Mirco si è spento stretto dall'abbraccio di familiari e amici, che lo descrivono come un uomo «sempre gioviale»: al punto da aver affrontato con coraggio e «col suo consueto spirito, aperto e propositivo» la malattia che l’aveva colpito circa un anno fa. «Era tornato subito al lavoro dove è rimasto fino all’ultimo con la generosità di sempre», ricorda chi c’ha lavorato insieme. Attorno al suo ricordo si stringono tutti i colleghi del Goldoni ma anche degli altri teatri della Toscana, Verdi di Pisa, Giglio di Lucca e Puccini di Torre del Lago, che ieri hanno partecipato al suo funerale insieme ad artisti, musicisti ed attori.

«Mirco - raccontano dal Teatro Goldoni - lo spettacolo l’aveva nel sangue: oltre ad essere un grande tecnico professionista del palcoscenico, fin da ragazzo aveva coltivato la sua passione, le percussioni e la batteria, divenendo presto protagonista sulle scene musicali livornesi con numerose band».

L’anno scorso Mirco era diventato l’uomo della pioggia. Lo racconta in un commovente ricordo Fiamma Lolli di Buongiorno livorno (il testo integrale è pubblicato sul Tirreno.it).

«Un anno fa a Lamberto Giannini venne l'idea di far piovere sul palcoscenico del Goldoni - ricorda Lolli -. Non due goccioline su un singolo attore in un piccolo teatro: no, bisognava che ci prendesse tutte e tutti - e parliamo di quasi ottanta persone, tante eravamo in scena con Mayor Von Frinzius per Tutti esauriti - su quasi 500 metri quadri. Mirco non fece una piega: "una soluzione si trova", disse. E una soluzione trovò. Costruì una diavoleria di tubi, sospesa a mezzo cielo sul palco, dalla quale, grazie all'acqua che ci aveva pompato per tempo ("altrimenti non farebbe in tempo a scaldarsi sotto i riflettori e vi verrebbe addosso ghiaccia"), ci piovve addosso per tutto il finale. Il pubblico sulle prime pensò fosse solo un gioco dell'illuminazione: fondale nero, luci di taglio bianche a trasformare le gocce in rapidi lampi di luce sottile, nessuno credeva che là sotto ci stessimo bagnando. Fino a che l'acqua non ci inzuppò i capelli, le facce, i costumi, e noi cominciammo a grondare, e allora ricordo una frazione di secondo di silenzio e poi un "ooooh" sommesso di meraviglia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web