Sicurezza
Le pagelle agli ospedali, i promossi e i bocciati
L'Università Sant'Anna dà i voti alla sanità toscana. Al Meyer quasi tutti gli obiettivi raggiunti, a Livorno molti mancati
Alcune Asl o ospedali centrano o quasi il bersaglio della “buona sanità”: è il caso del Meyer, dell'Opa di Massa gestito dalla Fondazione Monasterio. Altri lo falliscono, più o meno sonoramente: come l'Asl di Livorno, che con sette cartellini rossi e dieci arancio è quella messa peggio nell'indagine del Laboratorio management e sanità della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa. I ricercatori del prestigioso ateneo, da diversi anni, in accordo con la Regione monitorano l'efficienza e l'efficacia delle aziende sanitarie locali e di quelle ospedaliero-universitarie della Toscana. I dati li pubblicano su un portale dedicato - performance.sssup.it/toscana - che con una veste grafica intuitiva consente a chiunque di conoscere i risultati dell'indagine parametro dopo parametro. La rappresentazione dello stato di salute della sanità toscana è appunto quella del bersaglio: le frecce che si conficcano al centro sono quelle degli obiettivi sanitari raggiunti mentre quelle che finiscono nei cerchi esterni indicano che “l'arciere” - in questi casi la singola Asl o ospedale - ha ancora molto da migliorare.
Livorno in rosso. Livorno sarebbe fra le aziende che governano meglio la “domanda sanitaria” toscana, come indica una specifica tabella. Allo stesso tempo, però, l'Asl 6 è la più lenta nel concedere visite specialistiche ed esami diagnostici e l'ospedale labronico, oltre ad avere un pronto soccorso molto lento dove solo la metà dei codici gialli vengono visitati entro la canonica mezz'ora, non è efficiente nelle “attività di ricovero”. E il pagellino finale è da bocciatura: ben sette frecce finiscono nel settore "rosso" - tutti parametri con indicatori molto peggiori della media regionale - e altre 10 arrivano nel settore arancione (nella grafica sopra).
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L'Asl labronica, che racchiude tutta la provincia da Livorno all'Elba, è fra le cinque peggiori per quanto riguarda ricoveri ripetuti, sinistrosità, richieste di risarcimento, attese al pronto soccorso (e relativi abbandoni), tempi di attesa per le visite specialistiche e per gli esami diagnostici (Tac, ecocolordoppler ed ecografia addome). Non bene neppure l’Asl di Pistoia: 4 bersagli rossi e ben 14 arancioni.
Pediatrici superveloci. All'altro capo della graduatoria, invece, i due ospedali pediatrici. Al Meyer, in particolare, i casi di urgenza vengono gestiti entro 30 minuti sono ben il 98,07%, anche se le fughe sono elevate: il 5,04% dei bambini che effettuano l'accettazione al pronto soccorso non finiscono le visite e vengono portati via dai genitori. L'ospedale fiorentino quasi sempre centra il bersaglio della buona sanità: solo 1 freccia finisce nel settore rosso e tre nel settore arancio (vedi grafica sopra). Stesso "score" anche la Fondazione Monasterio, che gestisce l'Opa di Massa e una cardiochirurgia a Pisa.
Negli indicatori da noi presi in esame Grosseto emerge come una delle migliori Asl toscane. Gli abbandoni dai pronto soccorso, nell'azienda sanitaria maremmana, sono appena lo 0,85% (meglio solo Arezzo) e la capacità di governo della domanda sanitaria è la migliore in assoluto. L'ospedale di Massa Marittima, al pari di altri, è al top per l'efficienza nelle attività di ricovero, mentre a Pitigliano, dove quest'ultima risulta insufficiente, quasi tutti i codici verdi e gialli vengono visitati entro un'ora e mezz'ora. L'Asl maremmana non ha nessuna freccia nel settore rosso e ne ha solo cinque nel settore arancio. Il resto sono quasi tutti bersagli centrati.
In mezzo ai due estremi sta tutta la sanità toscana. Se gli utenti si dicono abbastanza soddisfatti del pronto soccorso di Cisanello, il grande ospedale di Pisa, gli indicatori del Mes non sono proprio positivi. Le due note dolenti restano gli abbandoni (troppi: il 5,01% di chi effettua l'accettazione) e la percentuale dei codici gialli visitati entro mezz'ora, appena il 46% dei pazienti. Sugli utenti urgenti fa peggio soltanto Careggi, a Firenze, con una performance del 44,52%.
Grandi e lenti. Segno evidente che gli ospedali più grandi sono anche quelli più sovraffollati e lenti nel dare risposte al cittadino perché forse non hanno personale sufficiente per far fronte alla crescita del numero di accessi. A Cisanello che pur è riuscita nell'ultimo anno a migliorare il livello di soddisfazione degli utenti in modo significativo, il pronto soccorso non è celere neanche nel visitare i codici verdi entro un'ora, visto che nel 2014 è successo solo nel 60,47% dei casi, mentre l'obiettivo atteso dalla Regione era superiore al 90% (la media toscana è del 75%). Male, ma meglio del Torregalli di Firenze, dove appena il 44,46% dell'utenza giudicata di “urgenza minore” ha ricevuto una visita entro i canonici 60 minuti.
Il nodo della degenza. Va aggiunto che in termini di efficienza i ricoveri in media hanno una durata più breve per casistica simile negli ospedali di Fucecchio e Santa Maria Nuova a Firenze, mentre si registrano lunghe degenze a Castel del Piano, Barga, Poggibonsi e Cecina. Tra le Azienda ospedaliere universitarie si registra un risultato eccellente alla Fondazione Monasterio e all'azienda ospedaliero universitaria Pisana.
Medici e infermieri. Infine il giudizio dei pazienti sul personale medico e infermieristico. Importante, perché segnala la percezione che si ha del servizio che viene offerto nelle strutture sanitarie. Due le domande che sono state rivolte ai degenti: «I medici parlavano tra loro davanti a lei come se lei non fosse presente? e «Durante il ricovero i medici l'hanno aiutata ad affrontare le paure e le ansie che aveva riguardo al suo stato di salute?». Ebbene, alla voce “rispetto della persona” i migliori sono risultati i medici e gli infermieri del Meyer e i peggiori i medici di Viareggi e gli infermieri di Prato. Quanto al “supporto alla persona”, i più disponibili sono risultati medici e infermieri della Fondazione Monasterio mentre il giudizio più negativo lo hanno avuto medici dell'Asl di Prato e infermieri dell'Asl di Livorno.
I CODICI GIALLI:
I CODICI VERDI:
I RICOVERI RIPETUTI:
LE RICHIESTE DI RISARCIMENTO:
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