900 autobus al giorno sotto casa «Via Cogorano è una camera a gas»
La rabbia dei residenti: "Molti restano a motore acceso anche 15 minuti ma i vigili non li multano". Tra i 25 firmatari anche l’ex questore Natale e il generale D’Alonzo. «Il codice della strada parla chiaro, ma la polizia municipale ha disquisito sulla differenza tra sosta e fermata»
LIVORNO. Una strada di appena cento metri, arteria fondamentale per chi deve passare dal centro ma di cui molti livornesi ignorano addirittura il nome, da una decina d’anni è diventata un vero e proprio centro di smistamento degli autobus. Una specie di hub, com’è Fiumicino per gli aerei dell’Alitalia, da cui non solo transitano, ma sopratutto si fermano qualcosa come 900 (sì, novecento) pullman al giorno. Coi motori accesi, difficoltà di manovre ben raccontate dalla foto qua accanto, il capolinea di alcune linee urbane del Ctt e soprattutto la fermata degli shuttle bianchi dei croceristi, che qui sbarcano a frotte dopo esser stati caricati sulle banchine e da qui ripartono per tornare a bordo delle loro love boat.
Via Cogorano è diventata una camera a gas. E abitare - o lavorare - nei palazzi che vi si affacciano si è trasformato in un inferno. Il primo esposto che i residenti della zona hanno fatto al Comune è datato 2006. Da allora ne sono seguiti altri, una raffica, racconta chi ci abita. «Ma nessuno ci ha mai degnato della benché minima attenzione. Solo la prefettura, per quanto di sua competenza, ha mostrato un certo interessamento al nostro problema e per questo la ringraziamo», scrivono ora in una lettera-sfogo-esposto inviata al sindaco Nogarin, all’assessore al traffico Gordiani, al comandante dei vigili Pucciarelli e ancora al prefetto, 25 tra abitanti e titolari di uffici affacciati sulla strada, tra cui spiccano anche i nomi dell’ex questore Vincenzo Natale e del generale della guardia di finanza Mario D’Alonzo, oltreché del vicepresidente di Asamar Enrico Bonistalli.
«E' giusto - si chiedono - che a noi abitanti della zona non sia consentito aprire le finestre di casa per evitare di essere inondati dalle zaffate di gas di scarico ed assordati dagli insopportabili rumori dei mastodontici motori degli autobus in sosta con i motori accesi, dal primo mattino alla sera, quasi senza soluzione di continuità?».
La protesta rischia di avere un peso specifico particolare, visti i nomi di alcuni firmatari (seppur nelle vesti di privati cittadini), che al prefetto Costantino denunciano «una continua, chiara omissione di atti di ufficio» da parte di chi è preposto al controllo, cioé dei vigili urbani. Accusati di non far rispettare il codice della strada sanzionando i bus che stazionano col motore accesso anche più di 15 minuti.
900 pullman al giorno sotto casa. Li hanno contati i pullman che passano sotto le loro finestre, in quella strada che collega piazza Grande e piazza del municipio. «Tra gli 800 e i 900 autobus al giorno, che causano spesso una pericolosa congestione del traffico», denunciano.
Bus, shuttle e pure il camion di Mc Donald’s. La tortura inizia tutti i giorni alle sei di mattina e finisce al calar del sole, quando le navi ripartono e anche i bus di linea si fermano. Neanche il sabato e la domenica va meglio. Ma, come nella migliore legge di Murphy, per due giorni a settimana va addirittura peggio. Perché «tutti i lunedì e i giovedì dalle 7.30 alle 9.30 qua sotto sosta con il motore acceso un grosso camion frigorifero, che rifornisce il fast food McDonald's», raccontano i residenti nell’esposto.
I vigili che fanno? E’ alla polizia municipale che si rivolgono, principalmente: «Questi autobus sostano a lungo, anche 10-15 minuti e talvolta di più, con i motori accesi causando un grave inquinamento acustico ed atmosferico, ma gli autisti non vengono sanzionati come invece prevederebbe l'articolo 157, comma 7 bis, del codice della strada che stabilisce la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 216 euro a 432», sottolineano. «Eppure - continuano - l’unico risultato che abbiamo ottenuto è il cartello di divieto posto in bella evidenza ma consapevolmente ignorato».
«Stanchi e delusi dalla insensibilità di chi ha la responsabilità di far rispettare le regole», si definiscono i residenti della zona. E non può passare inosservato che parole di questo calibro arrivino da cittadini, che nella vita professionale hanno avuto (o hanno ancora) incarichi di altissimi livello istituzionale.
«Multano solo le auto». «L’altro giorno - raccontava ieri un altro firmatario dell’esposto - ho visto i vigili multare quattro auto ferme in divieto davanti alla farmacia. Dopo aver fatto quelle contravvenzioni mi sarei aspettato di vederli multare anche un bus fermo davanti alla banca col motore acceso. E invece niente: l’hanno visto, ma sono passati oltre...».
Divieto di sosta o di fermata? Anche il prefetto Costantino ha scritto ai vigili: «Ha sollecitato, sia pure senza alcun risultato, il comando della polizia municipale ad intervenire per porre fine a queste continue violazioni del codice della strada», raccontano i residenti di via Cogorano.
Ma la risposta arrivata da palazzo civico per loro è stata l’ennesima delusione: «Abbiamo appreso che la polizia municipale ha disquisito sulla differenza tra fermata e sosta, precisando che le nostre lamentele non trovavano riscontro, perché nel nostro caso di fermate si tratta e non di soste».
Davanti all’obiezione dei vigili datata novembre scorso, i residenti hanno realizzato una serie di filmati, che hanno inviato al prefetto: «Costituiscono la prova di quanto da noi sostenuto - scrivono a Tiziana Costantino -. La preghiamo di visionare per rendersi conto della grave situazione esistente nella via Cogorano, situazione che viene,ormai tollerata deplorevolmente da tempo immemorabile, palesando una continua, chiara "omissione di atti di ufficio"».
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