La protesta
In carcere le maestre degli orrori: «Sentenza storica, chi è manesco ora sa che rischia la galera»
Pistoia, i genitori dei bimbi sottolineano la novità del verdetto: «Per la prima volta riconosciuti i maltrattamenti aggravati»
PISTOIA. «Per i nostri figli nessuna pena è abbastanza. Umanamente c’è la rabbia, c’è il disprezzo nei confronti delle maestre quando ripercorriamo quello che hanno vissuto i bambini. Razionalmente - commenta Ilaria Maggi - non possiamo invece che essere felici di una sentenza che mette un primo punto fermo a questa triste vicenda».
Ilaria Maggi è mamma di un bambino di 8 anni che da quando aveva 7 mesi fino ai 3 anni ha frequentato il Cip Ciop. «Il nostro dolore si è trasformato nella Via dei colori». L’associazione, di cui Maggi è socio fondatore, dal 2010 si occupa di sostegno alle famiglie di bambini maltrattati. «Ci avvaliamo della consulenza di avvocati, psicologi, pedagogisti. Seguiamo tutti i processi in corso in Italia per maltrattamenti nelle scuole. Da inizio anno abbiamo ricevuto 200 segnalazioni. Vuol dire potenzialmente 6.000 bambini coinvolti». Un’escalation? «Una maggiore consapevolezza che porta le famiglie a rendersi conto dei possibili disagi vissuti dai figli», risponde Maggi.
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La condanna definitiva in Cassazione per Anna Laura Scuderi, 47 anni, ed Elena Pesce, 34 anni, costituisce «per almeno due aspetti il più importante precedente in materia sia per l’entità delle pene inflitte sia per la contestazione, effettuata anche dietro le istanze presentate, dell’aggravante delle lesioni subìte dai bambini». Per la prima volta nella giurisprudenza italiana si parla di maltrattamenti aggravati. «Finalmente - dice Ilaria Maggi - le maestre andranno in galera. Si fa capire a chi maltratta i nostri bambini che rischia il carcere».
«Non sarò contento fino a che non avrò visto Anna Laura Scuderi in prigione». Nella voce di Daniele Sicari, babbo di una delle bimbe del Cip Ciop, c’è ancora tutta la rabbia di chi ha visto e rivisto le immagini delle telecamere piazzate nell’asilo di via Galvani dagli agenti della Squadra mobile diretta da Antonio Fusco, che ha portato avanti le indagini.
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Nel processo in corso per il Magico Bosco, l’altro asilo gestito da Anna Laura Scuderi nel comune di Quarrata, la maestra non si è mai presentata, ed è giudicata finora in contumacia. Tra i genitori, sino a quando l’avvocato Mencarelli non ha rivelato che Scuderi era stata portata in carcere a Pisa era diffuso il timore che la donna fosse fuggita, o stesse per farlo.
Per le violenze al Cip Ciop i genitori che si sono costituiti in giudizio hanno avuto come risarcimento da Scuderi e Pesce mille euro a famiglia. Risultano infatti nullatenenti.
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