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Livorno

Olt: a Livorno la capitale del Gnl per la navigazione

di Alessandro Guarducci
Olt: a Livorno la capitale del Gnl per la navigazione

Il rigassificatore, con alcuni piccoli interventi, diventerà anche un distributore Il progetto illustrato a Roma. L’ad Fino: «È un’occasione anche per il porto»

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LIVORNO. L'obiettivo dichiarato di Olt è far diventare il suo rigassificatore offshore, ancorato a 22 chilometri al largo della costa di Calambrone, anche un terminale per trasferire Gnl (gas naturale liquefatto) su navi di piccole dimensioni - bettoline - capaci sia di trasportarlo nei depositi a terra (per poi distribuirlo come carburante) sia di rifornire in mare navi con propulsione a Gnl.

Con un traguardo ancora più ambizioso: diventare il rifornitore energetico del porto di Livorno e l'hub nazionale del gas per navigazione. Il tutto con un investimento che si attesterà entro i 5 milioni di euro per apportare le necessarie modifiche all'impianto di rigassificazione. Il progetto, che era già stato predisposto nelle scorse settimane dalla società, è stato presentato alla 3° Conferenza GNL che si concluderà stasera a Roma.

Il terminale Olt, che ricordiamo è una società partecipata da Iren al 49,07%, E.ON al 48,24% e da Golar LNG al 2,69% - definito dal Ministero dello Sviluppo Economico come un'infrastruttura essenziale e indispensabile per la sicurezza del Sistema Nazionale del Gas - da quando è entrato in funzione si trova alle prese con una situazione di scarsa richiesta da parte del mercato. Anche nell'ottica di diversificare l'operatività, i vertici di Olt hanno partecipato al programma UE Connecting Europe Facility (Cef), che vede protagonisti altri soggetti come Rina, Eni Costiero Gas, Gas & Heat, Higas, Autorità Portuale di Livorno, Apl e Litav.

L'obiettivo, come spiega il nuovo amministratore delegato di Olt Alessandro Fino (in carica da dicembre scorso), è far fronte alle restrizioni, in materia di contenuto di zolfo nei carburanti marini, che è stato previsto dalle norme marittime internazionali ed europee. «Questo tema è estremamente attuale - afferma l'ad di Olt - Il nostro Paese è, infatti, impegnato a finalizzare un percorso atto a recepire le indicazioni della Commissione Europea che sono appunto rivolte a ridurre le emissioni inquinanti legate all'uso di carburanti con alti livelli di zolfo. La sfida, in tal senso, è essenzialmente quella di governare il controllo dell'intera filiera, attraverso normative ad hoc. Da parte nostra, abbiamo già avviato un primo studio di prefattibilità, con esiti positivi: sono necessari interventi contenuti in termini di costi e tempi, poi il nostro impianto sarebbe in grado di ricevere le bettoline, ovvero delle piccole navi gasiere che caricherebbero il prodotto dal terminale Olt per scaricarlo nei porti, in apposite depositi, a cominciare da quello di Livorno. Noi vogliamo cogliere questo business».

Insomma, il rigassificatore Olt si trasformerebbe in una sorta di grande distributore in mezzo al mare, pronto a rifornire navi e depositi: il metano è un "carburante" sicuramente più pulito del diesel. Inoltre la rigassificazione, come ha spiegato Alessandro Fino, è compatibile con questa nuova attività, che potrebbe entrare in funzione nel giro di uno o due anni al massimo. «Come detto si tratta di un investimento sostenibile in termini economici - sottolinea Fino - che ci permetterebbe però di accogliere un'opportunità di sviluppo molto importante».

Già, ma quanto tempo sarà necessario per far decollare questo mercato del Gnl? L'ad di Olt è piuttosto ottimista anche se non manca una buona dose di precauzione. «Al momento è difficile fare una previsione di questo genere - afferma Alessandro Fino - Ci sono in gioco più fattori che devono convergere, c'è un'intera filiera da costruire. Si sta lavorando sicuramente per accelerare questo processo. Il ministero dello Sviluppo Economico ha avviato da tempo un tavolo di lavoro proprio su questo tema. Per noi la situazione è differente: come già detto, vi sono una serie di modifiche da apportare al terminale, con tempi di realizzazione relativamente brevi, ma vi è sicuramente anche un iter autorizzativo da portare avanti e le tempistiche, in questo caso, rimandano alle istituzioni». Secondo Fino, comunque, lo sviluppo del Gnl può rappresentare un'opportunità di sviluppo anche per il porto di Livorno, che è impegnato in una importante fase di rilancio.

«Sono convinto che questo progetto possa avere ricadute importanti anche sul porto di Livorno - dice l’ad di Olt - perché da un lato questo tema si lega allo sviluppo della portualità in un'ottica di sostenibilità, in cui si inserisce appunto il nostro porto. Le istituzioni locali di riferimento si sono già attivate, anche a livello europeo, per cogliere queste opportunità. Sostenibilità su questo fronte significa principalmente utilizzo di mezzi, sia navali che terrestri all'interno delle strutture portuali, alimentati a Gnl, ampiamente considerato un combustibile alternativo pulito a basso impatto ambientale. Dall'altro lato, si devono considerare anche le sinergie positive legate alla presenza del terminale a Livorno. Questo non può che portare benefici al porto livornese nell'ottica della costruzione di una filiera dedicata ai mezzi navali, ma non solo: penso appunto alla logistica a terra».

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