Il Tirreno

Livorno

«Nogarin ci ha rimproverato in pubblico»

«Nogarin ci ha rimproverato in pubblico»

Tensione tra i lavoratori comunali, sindacati sul piede di guerra, ma il sindaco smentisce: mai fatta una cosa del genere

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LIVORNO. Mercoledì mattina, l’orologio segna le 10: un cittadino sale le scale del municipio. Va dai commessi: «Cerco il sindaco, ho bisogno di parlarci», dice. Gli rispondono che il primo cittadino non c’è. Gli consigliano di andare all’Urp, l’ufficio pubbliche relazioni al piano terra e prendere un appuntamento. L’uomo va e ribadisce la sua richiesta: «Devo parlare con Nogarin, subito». Allo sportello gli chiedono i motivi della visita, gli spiegano che funziona così, che c’è bisogno di sapere i perché dell’incontro, anche eventualmente per indirizzarlo all’ufficio giusto, o all’assessorato di competenza, o comunque perché il sindaco sia informato e possa dargli delle risposte al momento del ricevimento. Ma l’uomo non vuole raccontare i fatti suoi. Vuole solo parlare con Nogarin. S’arrabbia, alza la voce. Poi torna dai commessi e per le scale del municipio per caso incontra il sindaco. Lui se lo prende sotto braccio, ci passeggia insieme per qualche minuto, lo ascolta.

A questo punto succede qualcosa che rischia di far scattare un’aspra diatriba tra il sindaco da una parte e i lavoratori e i sindacati dall’altra.

Secondo la versione di questi ultimi, Nogarin, sempre col cittadino a fianco, si sarebbe diretto all’ufficio pubbliche relazioni. Passo svelto, volto scuro, sarebbe entrato all’Urp e fatto una sfuriata contro gli impiegati. Toni alti, rimproveri severi davanti a diverse persone, cittadini che si trovavano nell’atrio del pian terreno, e colleghi. Ma non sarebbe finita lì: perché nella stessa mattinata Nogarin avrebbe convocato i dipendenti dell’Urp, stavolta in privato, facendo addirittura chiudere l’ufficio per una mezzoretta, e “risciacquandoli” di nuovo.

L’episodio però viene però ridimensionato dal sindaco. Interpellato ieri sera dal Tirreno, Nogarin ha spiegato che «non c’è stata nessuna scanagliata in pubblico». Quindi ha dato la sua versione: «Mi sono semplicemente interessato per far sì che quel cittadino avesse la risposta che chiedeva e credo che gli sia stata data. Non esiste al mondo che io possa aver fatto una risciacquata in pubblico ai lavoratori, sono un tipo pacato, non è proprio il mio modo di agire». Ma la polemica è pronta ad esplodere. A fine mattinata i lavoratori dell’ufficio si riuniscono . Non ritengono tollerabile quello che definiscono un «comportamento mai visto prima» e «un trattamento inaccettabile da parte del primo cittadino, tra l’altro per aver semplicemente svolto il proprio lavoro secondo le regole».

I sindacati vengono immediatamente coinvolti. Si susseguono una serie di riunioni, con tutte le sigle. Che oggi scaturiranno, forse, in una presa di posizione.

Giulio Corsi

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