Sicurezza
in pillole
yyIL CROLLO Quasi due anni fa, il 23 settembre del 2013, alcuni laterizi sono caduti a terra dal tetto e dal ballatoio della torre di Calafuria. In prima battuta i vigili del fuoco hanno transennato...
yyIL CROLLO
Quasi due anni fa, il 23 settembre del 2013, alcuni laterizi sono caduti a terra dal tetto e dal ballatoio della torre di Calafuria. In prima battuta i vigili del fuoco hanno transennato l’edificio cinquecentesco con il nastro rosso e bianco. Nei giorni successivi ci sono poi stati numerosi sopralluoghi della protezione civile del Comune e del Demanio. Alla fine il Demanio, proprietario del bene, ha transennato l’area intorno alla torre e sistemato alcune impalcature lungo la scalinata che conduce alla porta di ingresso, in modo da evitare che eventuali visitatori potessero essere colpiti da nuovi cedimenti.
Per la torre questo “rumoroso” intervento d’urgenza è stato l’inizio del grande “silenzio”.
yyLA STORICA TORRE RESTA SOLA
Nelle stesse settimane, dopo un quarto di secolo di convivenza con il pittore vignettista Alberto Fremura (che l’aveva presa in concessione tra anni Ottanta e Novanta), la torre è rimasta sola. Fremura, infatti, già alcuni mesi prima del transennamento, aveva comunicato al Demanio che, «per motivi personali», non avrebbe rinnovato la concessione in scadenza. E prima dell’inverno ha fatto i bagagli.
yyL’EDIFICIO
In molti si ricorderanno quel cestino con dentro le chiavi che Fremura calava dallo studiolo all’ultimo piano a chi chiedeva di entrare. All’interno della torre ci sono tre stanze, una per piano. Non ci sono servizi, niente bagno o riscaldamento, ma una vista mozzafiato dal ballatoio all’ultimo piano.
A quanto si sa, fino al momento dell’addio, l’ultimo concessionario ha pagato una cifra che si aggira attorno ai 5.000 euro all’anno. Cifra, hanno spiegato in passato dal Demanio, dettata anche dal fatto che il concessionario si accolla le manutenzioni.
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