Il Tirreno

Livorno

Calignaia, ecco la spiaggia chiusa dopo la caduta di pezzi dal ponte

di Lara Loreti
Calignaia, ecco la spiaggia chiusa dopo la caduta di pezzi dal ponte

Interdetti ai bagnanti 300 metri quadri di proprietà pubblica e privata sotto alla campata sud-est Incertezza sui tempi dei lavori, ma a settembre già fissata la messa in sicurezza di tutta l’arcata

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LIVORNO. Il diavolo fa le pentole... e certe volte anche i coperchi. Il Comune ieri pomeriggio, con un’ordinanza, ha interdetto l’accesso a una parte della spiaggia sotto al ponte di Calignaia per motivi di sicurezza: una decisione presa dall’amministrazione dopo il crollo di un pezzo, di circa un metro quadro, che si è staccato dalla campata sud-est, precipitando da un’altezza di 35 metri. Ed è già il secondo anno di seguito che questo genere di problema si verifica proprio durante la bella stagione. «Negli ultimi due anni le segnalazioni di distacco di pezzi della campata del ponte ci sono state spesso, con una frequenza crescente - dice Leonardo Gonnelli, capo della protezione civile del Comune - E così, due stagioni balneari sono state messe a rischio. Ma stiamo lavorando per rendere la spiaggia fruibile prima possibile. Ora la palla è passata all’Anas: stiamo aspettando che i tecnici ci mandino il crono-programma dei lavori e i dettagli sulle modalità di intervento».

L’area in cui è proibito accedere è di circa 300 metri quadri e corrisponde alla parte sottostante l’arcata sud-est del ponte, quindi lato Quercianella. Metà è privata e appartiene alla Calignaia srl di Fabrizia Filippi, gestita dall’associazione Mare Matto. L’altra metà invece occupa una parte demaniale che comprende anche un tratto del botro di Calignaia. Per questo motivo, tra gli enti coinvolti, oltre a Comune, Anas e società privata, c’è anche la Provincia. Del fatto è stata interessata poi la Capitaneria di porto, in quanto potrebbe essere coinvolta dall’interdizione anche una porzione di mare. Ma su questo punto saranno gli esperti della Guardia costiera a valutare il da farsi.

Il pezzo di cemento che si è staccato dalla campata interessa un po’ più di un metro quadro: in quel tratto, i ferri del ponte ora sono scoperti. Ed è lì che dovrà concentrarsi l’attenzione dei tecnici dell’Anas, che dovranno gestire l’intervento di messa in sicurezza. L’auspicio della protezione civile del Comune è quello che la ditta incaricata dall’Anas (con provvedimento d’urgenza) operi con l’uso di corde, per evitare gli inevitabili disagi dei ponteggi. Non si conoscono ancora i tempi dell’intervento: il Comune ha richiesto ad Anas di agire con urgenza e tuttora gli uffici di piazza del Municipio sono in attesa di comunicazioni sui tempi da parte dell’ente.

L’intervento sarà diviso comunque in due fasi: uno più veloce, di messa in sicurezza, che riguarderà il “punto caldo” della campata lato Quercianella dove c’è stato il crollo di mercoledì, e un altro, di maggior impegno, che interesserà un po’ tutta l’arcata, quindi la parte restante di quella est e anche la parte lato Livorno. Quest’ultimo verrà effettuato a settembre. Lo scopo è rendere tutto il ponte sicuro, per evitare che nel futuro si verifichino di nuovo problemi del genere.

Intanto, il tratto di arenile, che già mercoledì sera era stato delimitato dal nastro bianco e rosso posizionato dalla protezione civile del Comune e dai vigili del fuoco, con l’ausilio anche della polizia municipale, ieri è stato del tutto delimitato dalla squadra di Anas, assistita dai tecnici del Comune guidati da Gonnelli. È stata messa una recinzione più robusta, fatta di paletti piantati al suolo e di una rete di plastica più alta. Lo scopo è evitare che i “confini” siano oltrepassati, vista anche l’esperienza dello scorso anno, quando in tanti fra i bagnanti non rispettavano la recinzione, a proprio rischio e pericolo.

Ma in parole povere, si potrà prendere il sole sotto al ponte? O si rischia di essere colpiti da pezzi di cemento? Risponde l’esperto Leonardo Gonnelli: «Sotto un ponte, per di più del 1950, non è mai escludibile che possa succedere un distacco o un crollo anche più piccoli di quello di mercoledì - spiega il capo della protezione civile del Comune -Per essere prudenti al cento per cento, l’ideale sarebbe quello di sostare al là della proiezione del ponte. Certo, stendersi al sole e stare sempre con lo sguardo rivolto verso l’alto non ha senso... E non è necessario: i nostri sopralluoghi sono stati scrupolosissimi e quindi, se c’è fiducia in un pool di esperti, professionisti del settore, che hanno fatto verifiche importanti sull’arcata, allora si può sostare tranquilli in tutte le aree che abbiamo lasciato libere, altrimenti non avrebbe senso aver recintato la zona ritenuta a rischio». Insomma, fermo restando che ora la zona è in sicurezza, la scelta è legata anche alla sensibilità personale: «Io al mare lì ci andrei», conclude Gonnelli. La campata più sicura resta comunque quella lato Livorno, già sistemata lo scorso anno.

A questo proposito, sul tema interviene Fabrizia Filippi, proprietaria di una vasta area privata, che ospita anche l’ex cava, sulla collina, e che in tutto si estende per undici ettari, compreso un ampio tratto adibito alla balneazione, dove tra l’altro nei giorni scorsi è spuntato un chioschetto.

«Purtroppo - dice l’imprenditrice - la parte chiusa è proprio quella più vicina al mare. Il problema è nato ad agosto 2014, quando però i crolli hanno interessato l’altra parte del ponte. Noi speravamo che per quest’anno fosse tutto a posto, invece evidentemente non è stato così: l’estate scorsa è statga persa un ’occasione».

Sul chioschetto, invece, la cui gestione è affidata agli affittuari del circolo, Filippi precisa che la domanda è stata presentata per un capanno da utilizzare come ricovero di attrezzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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