Il Tirreno

Livorno

Più motorini che amici su Facebook...

Claudio Marmugi
Gruppo di scooter sull'Aurelia nel tratto del Romito
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Gruppo di scooter sull'Aurelia nel tratto del Romito

Livornesi e motorino, binomio inseparabile secondo le statistiche: siamo la città da primato per numero di due ruote a motore. E il comico Claudio Marmugi lo racconta a modo suo

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LIVORNO. A Livorno c’è gente che cià più motorini di proprietà ‘n casa, che amici su Facebook. Da sempre, da tempi de’ tempi e da’ tempi de’ motori a du’ tempi, il livornese e ir motorino sono ‘n binomio ‘nseparabile. Sarà perché il livornese cor motorino riesce a violà quarsiasi regola (dar Codice della Strada ar Bon-ton, da’ 10 Comandamenti alla Costituzione, dar Manuale delle Giovani Marmotte a quello delle Giovani Marmitte), che le du’ ròte a Livorno, come in “Easy Rider”, sono ir simbolo dell’Anarchia totale.

Non c’è distinzione tra mezzo e mezzo. Tutto è sinonimo di libertà. Ciaìno, Bravino, Califfone, Bùster, Scarabeo, fino all’Harley Davidson e alla bicigretta elettrìa. E’ tutto uguale. Non importa dove sono montate le du’ ròte, l'importante è che ci siano e che siano gonfie ir giusto. Basta andà. Per un livornese, ir motorino non è soggetto a nessuna giurisdizione. Ci si pòle andà dappertutto (da sopra ir colonnato der Duomo a giù dagli Scogli Piatti), si pòle parcheggià ovunque e quando ‘un va più, ir motorino a Livorno, si può tranquillamente buttà ‘n mare (è già successo) o ne’ fossi (idem con patate). Nell’artre città si porta ‘n disfattura, qui diventa arredo metropolitano.

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Ir perché "siamo la quarta città d’Italia per numero di motorini e primi ‘n Toscana" è presto detto: è quer vento che si sente quando si va aggiro non rispettando nessuna regola e nessuna precedenza (di qui ir motto: “A me le regole della strada mi fanno vento”). C’è un’immagine forte nell’ultimo “Jurassic Park" che esce giovedì nei cinemi: ir protagonista, addestratore di Velociraptor, che corre in moto/scooter nella foresta, contornato da quattro o cinque delle sue creature più letali e fedeli, per andà a a sarvà della gente in pericolo.

Ecco, io lo so già che dopo avé visto ir firm, qui, si darà la via all’emulazione. Quale livornese non vorrebbe scorrazzà libero per via Grande o sur viale Carducci ‘n motorino, circondato da tre o quattro Velociraptor che fanno 100-120 chilometri all’ora su strada urbana ‘nsieme a lui ‘n barba a ogni divieto (compreso vello di fa’ sfoggio d’animali esotici e/o estinti in pieno centro)? State siùri, sarà la moda dell’anno. Livorno a breve sarà la città che ciavrà più motorini der mondo, ma anche più Velociraptor! Male che vada s’addestreranno i tarponi a corre’ a fianco degli scooteroni, come i topini con la ‘arrozza di Cenerentola.

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