Il Tirreno

Livorno

Un anno dopo è sempre chiuso il ponte per la Fortezza Vecchia

di Giulio Corsi
Un anno dopo è sempre chiuso il ponte per la Fortezza Vecchia

Finiti i lavori per la messa in sicurezza del Cortile delle Armi, si discute sugli orari di apertura e sulla gestione Ma il no del popolo delle barchette potrebbe portare ad un uso limitato della struttura solo per gli eventi

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LIVORNO. «Serviranno ancora tre settimane per poter aprire il ponte che collegherà la città e la Fortezza Vecchia», affermavano il 7 aprile sul Tirreno i vertici dell’Autorità Portuale. Era il quarto slittamento registrato in otto mesi. Da allora di settimane ne sono passate nove, ma il ponte è sempre chiuso. E a quanto pare lo rimarrà ancora per un po’. Nonostante un’altra estate sia alle porte e il flusso di crocieristi sia già ai massimi.

Nel momento in cui si parla di quattro-cinque anni per la costruzione della Darsena Europa (praticamente per raddoppiare il porto), sembra un paradosso che l’apertura di un ponticello di legno lungo una ventina di metri e largo meno di due sia diventata una telenovela che dura dall’estate del 2013. Per carità, la priorità delle due opere è imparagonabile, ma i continui rinvii per questo ponte - fortemente voluto dall’ex assessore alla cultura Mario Tredici per collegare il centro città col suo più antico bastione, e fortemente osteggiato dal popolo delle barchette - fanno quantomeno stropicciare gli occhi. E soprattutto lasciano perplessi i motivi dei ritardi: possibile che si sia aspettato che terminasse la costruzione e l’installazione del ponte per scoprire che esso avrebbe sbarcato i visitatori in un luogo inaccessibile per motivi di sicurezza? E a quel punto possibile che si sia aspettato che siano terminati i lunghi lavori di messa in sicurezza per l’ulteriore passo necessario, cioé il tavolo tecnico che dovrà definire la gestione del ponte, cioé niente meno che gli orari di apertura e chiusura? Così è. E infatti è a questo punto che la novella si trova oggi.

Qualche passo avanti rispetto all’ultima puntata s’è fatto. Il 24 maggio finalmente i lavori per mettere in sicurezza il Cortile delle Armi - cioè il punto dentro la Fortezza in cui il ponte arriva - sono terminati.

Ma manca ancora un tassello importante: la gestione dell’apertura e chiusura della struttura. Per definirla serve un tavolo tecnico che metta d’accordo il Comune (che è l’ente competente, essendo concessionario dello specchio acqueo antistante il ponte di Santa Trinita), l’Autorità Portuale e la Camera di Commercio in quanto proprietari della Fortezza. Ci si chiederà: quanto tempo serve per convocare il tavolo e trovare una soluzione per aprire e chiudere il ponte? Più di quel che si possa immaginare, a quanto pare.

La prima riunione infatti si è tenuta proprio ieri pomeriggio, alla presenza del segretario generale dell’Authority Massimo Provinciali, accompagnato da diversi tecnici, dei rappresentanti della Camera di Commercio e dei dirigenti del Comune Maurri e Meschini. Non sarà l’ultima. Perché sia gli orari di apertura e chiusura, sia la gestione (cioè chi praticamente dovrà aprire e chiudere il ponte) rappresentano un punto su cui c’è divergenza tra i vari enti. E paradossalmente anche le date di apertura: perché, almeno secondo quanto è emerso ieri, il ponte potrebbe inizialmente essere aperto solo in occasione di alcuni eventi (come Effetto Venezia) e non tutti i giorni, il che - è palese - andrebbe ad inficiare l’obiettivo di trasformare la Fortezza Vecchia in un pezzo di città raggiungibile a piedi da chiunque.

Un ostacolo in questo senso sarebbe rappresentato proprio dal popolo delle barchette, che, come dicevamo, più volte si è opposto al progetto e la cui forte contrarietà potrebbe frenare la disponibilità di palazzo civico ad un’apertura totale.

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