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Livorno

la proposta

Nel bacino piccolo una nave museo

Nel bacino piccolo una nave museo

Roncucci, ex vicepresidente del Cantiere: «La storia della marineria in città»

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LIVORNO. Il bacino piccolo era davvero l’avamposto del porto in città. A pochi metri dalle auto e dai pedoni che passavano dagli scali Cialdini, le migliaia di navi che la struttura ha ospitato in 161 anni di vita facevano ormai parte del panorama. Il rischio oggi è che diventi un luogo abbandonato, di Livorno oltreché del porto. Ma accanto al rischio c’è anche un’opportunità: che venga trasformato in una ricchezza. «Un museo», propone Adalberto Roncucci, storico vice presidente del cantiere Orlando. «Un museo del mare. La collocazione perfetta per diventare un’attrazione del turismo crocieristico è perfetta - sostiene Roncucci -. Penso a ciò che viene fatto nei bacini dismessi del nord Europa: una nave, un veliero in stile Vespucci, se ne trovano in giro, oppure, vista la presenza dell’Accademia, una nave da guerra. A bordo o nell’area intorno si dovrebbe metter su un museo storico del mare, con un’attenzione particolare alla marineria livornese. E non si potrebbe non esporre il primo motore a vapore per navi costruito in Italia che è stato conservato in cantiere fino alla chiusura. L’aveva progettato in persona Luigi Orlando - ricorda Roncucci - e l’aveva fatto costruire nei cantieri di Sanpierdarena per la “Sicilia”. Era il 1854. La nave negli anni 30 del Novecento fu ormeggiata nel nostro porto e poi affondata davanti alla Lips nel 1943. Il motore però lo recuperammo e l’abbiamo rimesso a posto ai tempi della cooperativa, al punto da farlo funzionare. Sarebbe bello poterlo esporre in un museo che ripercorra la storia della marineria italiana e livornese».

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