Il Tirreno

Livorno

«Sos per la banda, è a un passo dalla chiusura»

di Matteo Scardigli

Il musicista Andrea Pellegrini lancia l’allarme in commissione: mancano sede e finanziamenti

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LIVORNO. «La Banda cittadina del comune di Livorno è ad un passo dalla chiusura». Il grido d’allarme, l’ultimo di una lunga serie, arriva dall’ex presidente Andrea Pellegrini: «Aiutateci o la città perderà un pezzo di storia e di cultura, oltre ad una spinta per il rilancio economico».

Forse qualcuno si sarà accorto che alle celebrazioni dello scorso 25 aprile la Banda non ha suonato. La Banda di cui ai primi del ‘900 Giacomo Puccini fu presidente onorario, rinata in forma associativa negli anni ‘70 dalle rovine della guerra per volontà della Provincia, del Comune, e dell’istituto Mascagni, la Banda dei cittadini di Livorno non ha suonato.

Un silenzio assordante che ha richiesto una commissione consiliare, aperta dall’assessore alla cultura Serafino Fasulo: «La questione è legata a due nodi fondamentali, la mancanza di una sede e la carenza di finanziamenti. E se da quarant’anni nei bilanci del Comune non esiste un capitolo di spesa dedicato, gli spazi disponibili ci sarebbero ma non sono agibili e recuperarli costerebbe troppo».

Scende nel dettaglio Pellegrini: «Lo statuto è stato redatto nel 1977 e quindi precedente alla riforma del no-profit: andrebbe dunque aggiornato, ma – afferma – i tre soggetti coinvolti (Provincia, Comune, e Mascagni) per ragioni diverse non collaborano».

Poi Pellegrini ricorda che «abbiamo bisogno di locali dove provare e collocare il nostro archivio storico, che contiene anche cimeli autografi di Puccini, e chiediamo una retribuzione adeguata per il direttore e rimborsi spese per i musicisti». E rincara: «Negli ultimi dieci anni siamo passati dal Divo Demi alle Pistelli e da gennaio siamo ospiti dell’istituto Del Corona, ma senza fondi legati ad un progetto di rilancio che preveda una rete fra le tante piccole scuole di musica del territorio (che favorisca anche il ricambio generazionale) le prospettive sono di “ibernazione vegetale”».

Risponde l’assessore Fasulo, che annuncia di aver fatto subito la richiesta agli uffici competenti perché sia creato «un tavolo più ampio che comprenda anche le medie e le superiori con indirizzi musicali». Quanto alla collocazione, aggiunge che «nel frattempo quella più idonea mi sembra la ex Circoscrizione 1».

La vecchia proposta prevedeva di destinare alla Banda l’ex deposito della Festa dell’Unità in via Galilei in condivisione con il Teatro delle Commedie, ma secondo gli uffici comunali per il recupero completo della struttura servono 650mila euro. «Cifre folli» secondo il consigliere della maggioranza (e architetto) Corrado La Fauci, mentre per Marco Bruciati (Buongiorno Livorno) occorre un censimento del patrimonio comunale e di quello provinciale in dismissione: «Com’è possibile che alcuni edifici come le ex circoscrizioni fino al giorno prima siano concessi per uso pubblico e all’improvviso vengano dichiarate inagibili?».

Salvare capra e cavoli si può, secondo Pellegrini: «La Banda è composta da persone che di mestiere fanno altro e per passione dedicano alla musica le serate dopo cena, basterebbe che il Mascagni rimanesse aperto dopo le 20 come fanno tanti altri conservatorï all’avanguardia; e poi ci dicono che non hanno spazï da darci. Nell’Emilia devastata dal terremoto con la musica si è saputo creare una grande ricchezza che ha contribuito alla ripresa del territorio, Livorno non si chiuda a questa opportunità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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