Il Tirreno

Livorno

I pasti per i poveri ora sono la metà ma niente scontro Caritas-Comune

di Mauro Donateo
Suor Spiezio durante l'audizione in commissione consiliare
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Suor Spiezio durante l'audizione in commissione consiliare

Livorno, suor Raffaella Spiezio in commissione: "Dimezzato il contributo di Palazzo Civico (adesso è al 24%)". Galigani (M5S): "Avete l’8 per mille". Bruciati (Buongiorno): "Forse la giunta pensa all’Emporio Solidale"

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LIVORNO. «Siamo a giugno e non siamo stati in grado ancora di fare una convenzione con il Comune per il servizio mensa e distribuzione pasti. Non ci sono più risorse e non sappiamo come andare avanti». A mettere sul banco della quinta commissione le difficoltà della Caritas, è suor Raffaella Spiezio, la presidente dell’ente diocesano che si occupa delle varie forme di assistenza per le persona bisognose.

Al centro della discussione i tagli al sociale fatti dall’amministrazione, che hanno colpito pesantemente anche i servizi della Caritas, comportando una ridiscussione dei ruoli degli enti. «Cerchiamo di progettare insieme – continua la religiosa mentre mostra la bozza di documento preparata per la commissione – in fondo ci occupiamo degli stessi poveri».

Piena disponibilità al confronto viene offerta dall’assessore al sociale Ina Dhimgjini che, con il sostegno della maggioranza, ha rimandato le responsabilità dei tagli sulle manovre compiute dal governo. Critiche dalle opposizioni.

Dimezzati i pasti. Nel giochino dello “scaricabarile” una cosa è certa, a quanto riportato dai dati forniti dalla Caritas: a rimetterci saranno gli utenti, ovvero chi si è rivolto finora all’ente diocesano per essere aiutato.

Parlando dei pasti, suor Raffaella spiega che se prima venivano garantiti almeno 100 pasti al giorno, (ma a volte anche di più) ripartiti «in 50 al Porto di Fraternità, 30 a domicilio su nominativi del Comune, 25 a Santa Lucia», adesso le cose cambieranno: «Possiamo garantire in totale solo 39 pasti», afferma suor Raffaella, che in tono soft lancia anche qualche frecciatina: «D’altra parte – tiene a ribadire – la passata amministrazione contribuiva alle spese con il 48,96%, l’attuale con il 24,48%. Credo sia opportuno ridiscutere insieme anche il concetto di sussidiarietà». Dalla Caritas viene fatto notare che «oltre alla mensa ci sono tanti altri servizi, che abbiamo cercato in ogni maniera di mantenere attivi, però riducendoli».

8xMille e volontariato. Tanto basta per far infiammare i banchi dell’opposizione: «Mi dissocio completamente dai tagli al sociale fatti dalla giunta», tuona Marco Cannito (Città Diversa): «Possiamo dare la colpa al governo ok, ma si poteva allora tagliare su altre voci del bilancio».

Analisi condivisa da Marco Ruggeri (Pd), che dopo aver chiesto chiarimenti sui criteri che adopererà il Comune per selezionare le persone al servizio mensa, afferma ironico: «Spero che l’amministrazione non abbia fatto leva sugli aiuti privati che riceve la Caritas». Dalla maggioranza Marco Galigani (M5S) punzecchia suor Raffaella sulle entrate dell’8x1000, ma la religiosa risponde: «Incidono poco, vengono spalmate sui tanti servizi che portiamo avanti, grazie anche al contributo di volontari e progetti. Venite in Caritas a trovarci e capirete meglio tante cose».

Il pentastellato Daniele Galli, invece, invita «a guardare a quelle realtà poco conosciute che però vanno avanti con il solo volontariato, e comunque – aggiunge – non credo che la Caritas da domani non riuscirà più a dare da mangiare a chi ne ha bisogno». Per Marco Bruciati, consigliere di Buongiorno Livorno, «non è importante il “chi” si occupa delle cose, ma farle, forse – domanda rivolgendosi all’assessore al sociale – avete in mente altre realtà del terzo settore, come l’Emporio Solidale».

«Ma il Comune non c’entra». E proprio su questo tema, dalla maggioranza tengono a fare alcune precisazioni: «L’amministrazione non passa nessun fondo all’Emporio Solidale – spiega Alessandra Rossi, consigliera comunale Cinque Stelle – è solo basato sul volontariato: è un progetto che dovrebbe ricevere il plauso di tutti invece delle critiche». Osservazione condivisa anche dall’assessore Ina Dhimgjini, che poi conclude: «Nonostante i tagli ricevuti – afferma – stiamo coinvolgendo tutte le realtà del terzo settore per un nuovo regolamento di distribuzione alimentare, ma all’amministrazione compete solo il ruolo di regia: non di più».

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