Lutto
Ecco le rette degli asili nido e delle scuole d'infanzia ed elementari
Livorno, il Comune congela le tariffe: la più alta resta 516 euro. Tra le novità un nuovo nido e tre centri infanzia 0-6 in più
LIVORNO. Le rette degli asili nido e delle scuole di infanzia ed elementari comunali resteranno invariate rispetto all’anno scorso. La decisione, non scontata in un periodo di tagli, è stata annunciata dalla vicesindaco Stella Sorgente, che ha presentato le novità per l’anno educativo 2015/16. Tra queste le due principali riguardano un nido convenzionato in più che andrà ad arricchire l’offerta pubblica. E la costituzione di tre nuovi centri dell'infanzia 0-6 (uno a Shangai, uno a Salviano, una tra Fabbricotti e La Rosa), che permetteranno la continuità tra tre nidi comunali (già esistenti) con 3 scuole comunali (già esistenti) dello stesso quartiere, finora non collegate tra loro.
Un nido in più. Un nido si aggiunge al bando per le iscrizioni 2015/16 (aperto ieri): si tratta del nido privato “Mondoinfanzia Blu” di via Cecconi 8 che, accreditato nel 2014 e convenzionato da settembre 2015, offre 10 posti riservati al Comune, per un nido autorizzato di 28 bambini.
24 posti grazie a Fondazione Livorno. «Un apporto rilevante – ha spiegato Sorgente – è stato dato dalla Fondazione Livorno che, attraverso uno stanziamento di 150 mila euro, nel progetto Asili, ha coperto 24 posti aggiuntivi pubblici. Una buona notizia in un momento di crisi». Dei 24 posti coperti dalla Fondazione Livorno, 7 sono quelli assegnati a bambini già frequentanti nel 2014/15, e confermati per il prossimo anno, e 17 disponibili per le prime iscrizioni.
Colibrì, Pirandello, Coccinella e Salviano allungano. Il Comune, come sottolineato dalla vicesindaco, è riuscito ad implementare la continuità dei servizi educativi 0-6 anni, un’opzione molto ambita dalle famiglie perché permette di garantire ai bambini la permanenza per sei anni nella stessa scuola.
Saranno tre i nuovi centri dell'infanzia 0-6 che, a partire da settembre, raggrupperanno tre nidi e tre scuole dell'infanzia che, non collegati nello stesso plesso, faranno riferimento agli stessi quartieri: un modo, come ha detto Sorgente, per garantire la continuità dell'offerta pedagogica prima dell'approdo dei bambini alla scuola primaria.
I centri dell'infanzia 0-6 in questione sono: il nido “Colibrì” (per una totalità di 50 bambini, con 24 posti per la prima iscrizione 2015/16) collegato alla scuola dell'infanzia “Menotti” (per un totale di 75 bambini), nel quartiere Shangai. I nidi “La Coccinella” (44 bambini, con 20 posti di prima iscrizione) e “Pirandello” (60 bambini, 30 posti di prima iscrizione) saranno integrati alla scuola comunale dell'infanzia “La Rosa” (scuola doppia con due cicli di 3-6 anni) nella zona centro-sud. Infine: i bambini del nido “Salviano”(44 bambini totali, con 24 posti di prima iscrizione), potranno continuare il loro percorso nella scuola comunale dell'infanzia “Bimbiallegri”, nella zona sud-est.Con i tre nuovi centri dell'infanzia 0-6 arrivano a 10 gli attuali 7 centri 0-6 comunali.
1002 posti nei nidi. L'offerta pubblica dei servizi educativi 0-3 offerta dal Comune per il 2015/16 si costituirà di 1002 posti totali: 542 posti comunali in gestione diretta, 35 comunali in appalto, 425 riservati al Comune nei privati convenzionati a cui si aggiungono i 17 coperti dalla Fondazione Livorno, di cui parlavamo sopra.
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7.5 milioni di costo. La portata finanziaria del servizio 0-3, come spiegato da Massimiliano Bendinelli, dirigente del settore educativo e sport, ricopre il 5% del totale del bilancio del Comune, con un costo totale di 7 milioni e mezzo all'anno, a cui si collegano circa 3 milioni di entrate derivanti dalle rette delle famiglie.
Tariffe invariate. Le rette dunque non cambieranno. «Stiamo lavorando – ha detto Sorgente – ad un nuovo regolamento, che dovrà passare in Commissione e poi in Consiglio, per il mantenimento dell'esenzione totale del servizio. È necessario, in tal senso, procedere ad una maggiore selettività del sistema Isee, insieme al recupero delle morosità. Si tratta di un lavoro in itinere che potrebbe portare alla riduzione delle tariffe».
«L'amministrazione – ha aggiunto - sta facendo un percorso faticoso per andare ad indagare sulle situazioni di effettivo disagio, per incentrare le risorse su queste fasce. Complessivamente l'offerta del Comune rimane come quella precedente». Sono circa il 90% le famiglie che presentano il modello Isee per ottenere riduzioni (a seconda della fascia economica), circa 10-11% le esenzioni totali.
516 euro la retta massima. La retta massima dei nidi si conferma, come spiegato da Lilia Bottigli, responsabile del sistema infanzia, di 516 euro mensili: mediamente è intorno ai 300 euro la spesa effettiva della retta mensile, mentre il costo del servizio reale per il Comune si aggira tra i 750 euro e gli 800 euro a bambino.
«Nel Ddl della Buona Scuola – ha concluso la vicesindaco – c'è almeno una cosa buona: una delle ultime leggi potrebbe prevedere un contributo statale ai servizi educativi 0-6. Un modo per garantire un servizio essenziale, adesso a carico dei comuni».
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