Sicurezza
Prof e studenti contro la scuola formato Renzi
Il mondo scolastico e i sindacati sfilano sul lungomare mentre Unicobas conferma il blocco degli scrutini
LIVORNO. Hanno sfilato lungo il viale Italia: insegnanti, studenti, sindacati, collaboratori scolastici. Tutti uniti per dire no al disegno del governo Renzi sulla Buona scuola. Gridando e twittando, piuttosto, #lacattivascuola. Venerdì le sigle sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal hanno promosso una fiaccolata che ha coinvolto il mondo della scuola. La mobilitazione – che si è svolta nello stesso giorno a livello nazionale, insieme all'iniziativa "La cultura in piazza", ovvero la scuola che si mobilita per chiedere modifiche al disegno di legge – a Livorno ha invaso il lungomare, dalla Terrazza Mascagni all’Astra, con gli interventi delle Rsu e concerti.
«Contestiamo – ha ripetuto alla vigilia Patrizia Villa, segretaria provinciale Flc Cgil – la figura del dirigente padrone: è un attacco alla collegialità». E «rispetto alle assunzioni del personale precario vorremmo che venisse scissa la parte delle assunzioni da quella normativa, adesso unite», senza contare che «non viene preso in considerazione il personale Ata, già ridotto di 2020 unità dalla legge di stabilità».
Il mondo della scuola è sul piede di guerra ormai da mesi, e con una nota ufficiale partita dalla sede regionale di via Pieroni, l’Unicobas «conferma il blocco degli scrutini indetto per i primi due giorni successivi al termine delle lezioni (da cui vanno esclusi i giorni dedicati alle classi terminali), quindi nel caso della Toscana l'11 e il 12 giugno che possono divenire il 12 e il 13 se il giorno 11 è dedicato esclusivamente alle classi terminali».
«Il mondo della scuola – scrivono dal sindacato di base – ha respinto con forza il progetto di controriforma Renzi Giannini. Le mobilitazioni si sono susseguite per tutto l'anno, dagli scioperi dello scorso autunno, che hanno sabotato la campagna di lancio de "la Buona scuola" alle poderose manifestazioni primaverili, culminate negli scioperi del 24 aprile, del 5 maggio e dell'Invalsi. A questa mobilitazione continua – scrivono – il governo Renzi ha opposto la ferma determinazione di procedere in quella che a oggi rappresenta la più selvaggia aggressione ai danni della scuola pubblica».
«Il blocco degli scrutini – si legge ancora nella nota di Unicobas – è perfettamente legale e prevede: due giorni di sciopero (arrivano a tre o più per l'indizione articolata delle varie sigle sindacali) con esclusione delle classi terminali (terza media e quinta superiore); slittamento degli scrutini fino ad un massimo di cinque giorni; slittamento delle conseguenti consegne delle pagelle e affissione risultati».
«Lo slittamento – concludono – non avrà alcuna ripercussione sulla accuratezza delle operazioni di valutazioni che saranno garantite con la consueta professionalità, nell'interesse primario degli studenti».
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