Toscana
Le ultime ore di Chelucci ascoltato per ore l’amico
L’indagine dei carabinieri: l’uomo ha trascorso la notte per locali, poi il malore che l’ha stroncato. Prima di perdere conoscenza, aveva tamponato un’auto
LIVORNO. I carabinieri lo hanno ascoltato dal pomeriggio di domenica fino a mezzanotte: lui era sconvolto e ha giurato di non essersi reso conto che il suo amico Dario Chelucci, con cui aveva trascorso tutta la notte, stava morendo. «Sì, l’ho sentito respirare in maniera irregolare, ma per me stava solo russando». Jonathan, 41 anni, non si è accorto che in realtà il suo amico Dario stesse esalando gli ultimi respiri. Una tragedia senza fine quella successa sabato notte in via Adolfo Tommasi, a Colline, dove solo domenica pomeriggio alle 18 è stato trovato il corpo ormai senza vita di Chelucci, morto improvvisamente a 47 anni.
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Libero professionista nel settore dei servizi, è stato trovato sdraiato sul sedile posteriore della sua Range Rover. Lì lo aveva lasciato domenica all’alba, intorno alle 5, il suo amico Jonathan. I due si erano visti la sera prima: un sabato insieme che doveva essere di divertimento, e che invece per Dario si è rivelato fatale. A stroncarlo un malore, anche se le cause del decesso saranno spiegate in maniera più approfondita dai risultati dell’autopsia, che è stata svolta ieri pomeriggio.
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I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile, che stanno svolgendo le indagini, hanno lavorato senza sosta per ricostruire le ultime ore di vita di Chelucci. Dagli accertamenti dei militari, è emerso che il 47enne si era incontrato con l’amico per trascorrere qualche ora insieme di svago. I due hanno girato per locali, soprattutto per la Venezia. Un bicchiere e una chiacchiera tira l’altra, e si sono fatte le 5. A quell’ora i due si sono ritrovati a Colline, vicino casa di Jonathan. Ed è stato proprio lì, in via Tommasi, che la Range Rover guidata da Chelucci è finita contro un’auto in sosta. Il proprietario, che abita nella stessa via, è stato svegliato dal rumore ed è sceso in strada per constatare il danno.
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Per strada si sono quindi incontrati il padrone dell’auto colpita e i due amici. Ma come emerso dalle testimonianze, Chelucci già non stava bene. Non ce la faceva a stare in piedi e allora l’amico gli ha consigliato di riposare. Poi, dopo aver risolto la questione del tamponamento, lo ha aiutato a sdraiarsi sul sedile posteriore dell’auto. Quindi è andato a casa. Solo il giorno dopo, intorno alle 18, il corpo di Chelucci è stato notato. A vederlo e a chiedere aiuto, lo stesso proprietario della vettura danneggiata. «Ho riconosciuto l’auto, mi sono avvicinato e ho visto dentro lo stesso uomo con cui avevo parlato all’alba», ha raccontato ai carabinieri. Ma per lui ormai non c’era più niente da fare. Chelucci abitava a Antignano: lascia nel dolore la moglie Elena e una figlia di 19 anni.
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