Il Tirreno

Livorno

«Spariti i soldi delle clienti», commercialista a processo

di Federico Lazzotti
«Spariti i soldi delle clienti», commercialista a processo

Livorno, è iniziato il dibattimento per appropriazione indebita nei confronti di Riccardo Sbano: «si è appropriato di 80.000 euro». Ma c’è anche il danno correlato

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LIVORNO. È arrivata davanti al giudice Angelo Perrone l’inchiesta sulla presunta appropriazione indebita di cui è accusato il commercialista Riccardo Sbano, 67 anni, uno tra i professionisti più noti in città: iscritto all’albo del 1984, negli anni è stato anche revisore dei conti per il Teatro Goldoni e per il Comune di Collesalvetti.

L’inchiesta nella quale risulta l’unico indagato è stata condotta dal nucleo di polizia giudiziaria della finanza e nasce dalla denuncia presentata il 19 maggio del 2012 da Faustina Rosato, 60 anni, amministratrice della Spielfrigo sas e da quella di Cinzia di Gioia, 53, arrivata in Procura negli stessi giorni.

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Entrambe nei periodi precedenti alle rispettive denunce si erano rivolte al professionista e di volta in volta gli avevano consegnato somme di denaro che sarebbero dovute servire per effettuare i pagamenti previsti all’Agenzia delle Entrate. Al contrario - secondo gli investigatori e il Fisco - quei soldi non sarebbero mai stati versati nelle casse dello Stato da parte del commercialista che molto probabilmente li ha tenuti per sé.

In tutto - leggendo gli atti - si parla di una cifra complessiva di oltre 80.000 euro. Ma al di là dei soldi persi, per tutti i clienti raggirati, è arrivata anche la beffa del danno correlato, vale a dire la cifra che le stesse contribuenti hanno dovuto versare all’Agenzia delle Entrate dopo essere state bollate come morose.

E dire che l’inchiesta penale del pubblico ministero Luca Masini, nell'estate del 2013 stava addirittura per arenarsi: il magistrato aveva infatti chiesto l'archiviazione del procedimento. «Abbiamo fatto opposizione - raccontava l'avvocato Dino Lorenzini nei giorni che precedettero la richeista di rinvio a giudizio - e il giudice Beatrice Dani l'ha accolta». A dire il vero in quella occasione il giudice per le indagini preliminari ha fatto anche di più, disponendo ulteriori accertamenti.

A cominciare dalla verifica di altre denunce nei confronti del commercialista, l'acquisizione dei movimenti bancari, l'interrogatorio dell'indagato e la necessità da parte della polizia giudiziaria di sentire le presunte vittime. Nella prima udienza del processo davanti al giudice Angelo Perrone è stato ascoltato il maresciallo Claudio Vallati che ha ripercorso tutte le varie fasi dell’inchiesta: dall’interrogatorio dell’indagato, avvenuto il 12 dicembre del 2013, riguardo alle indagini svolte, gli accertamenti eseguite e sulle annotazione che la polizia giudiziaria ha effettuato nel corso dell’inchiesta.

 

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