Gioco
Porto 2000, entro settembre le offerte degli investitori
Bando sulla Gazzetta Ufficiale e in tandem annunciato l’accordo con i portuali per lo spostamento dall’Alto Fondale al Molo Italia (con altre aree compensative)
LIVORNO. La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il bando con cui viene messo in vendita il 66% della Porto di Livorno 2000, la società pubblica che gestisce in regime di monopolio i servizi del porto passeggeri (sia crociere che traghetti). L’’Authority che ora ha il 72% e la Camera di Commercio (circa il 28%) scenderanno al 17% a testa. Gli interessati hanno tempo fino al 4 settembre per farsi avanti.
In tandem arriva anche un altro annuncio: è in dirittura d’arrivo una intesa con la Cilp (Compagnia Portuale), che detiene ancora per numerosi anni la concessione all’Alto Fondale. Proprio una delle aree-chiave di quel che il nuovo Prg indica come spazi per il porto passeggeri. Risulta che i portuali si siano visti riconoscere l’ottenimento di spazi operativi «equivalenti a quelle oggi detenute e solo parzialmente compensate dagli spazi sul Molo Italia», come spiega Massimo Provinciali, numero due dell’Authority e presidente di Porto 2000.
Come anticipato nei mesi scorsi, l’advisor Kpmg ha aumentato la stima relativa al valore della società: da 7 milioni di euro sale a 12 perché l’Authority ha ’intenzione di prorogare la concessione alla Porto 2000. Attualmente dura fino al dicembre 2019 ma l’istituzione portuale, prevede di prorogarla fino al massimo al 2030. La data PERò non c’è: sarà stabilita in via definitiva «solo sulla base degli investimenti e dei livelli occupazionali previsti dal piano industriale presentato dal vincitore».
L’Authority ammette che la stima iniziale era «relativamente bassa» per scadenza ravvicinata della concessione. Pesa però anche il fatto che la proprietà ha deciso di scorporare i beni patrimoniali immobiliari e affidarli a una società, la Porto Immobiliare, che non viene affatto privatizzata.
Palazzo Rosciano mostra anche di essere interessato solo in parte a ricavare soldi da questa vendita: l’acquirente del 66% dovrà ora sborsare quantomeno 7,9 milioni di euro. Ma nella gara quest’aspetto pesa appena per il 35%. Quasi il doppio – 65 punti su 100 – varrà l’offerta tecnica. A cominciare dal piano economico finanziario, dal piano di impresa e dalla proposta progettuale dell’area in concessione.
Il bando fissa anche requisiti-chiave: deve trattarsi di gestori di linee di navigazione con prevalenza di traghetti e/o crociere, agente marittimo o raccomandatario con fatturato «di almeno 2,5 milioni di euro» e tour operator nel mercato crocieristico «con un fatturato conseguito nei tre esercizi precedenti non inferiore a 30 milioni di euro». Ma anche gestore di terminal traghetti e/o crociere con almeno 4 milioni di passeggeri e un fatturato specifico «di almeno 22 milioni di euro».
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