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Parapiglia sul bus, incinta e cardiopatico offesi dagli ambulanti
È avvenuto durante il viaggio tra Rosignano e Livorno. La denuncia alla polizia: i sedili erano occupati dalle borse ma non le toglievano, poi la fuga
LIVORNO. Lucia, 17 anni e futura mamma, lo dice come premessa alla storia: «Io non sono razzista, sono per l’integrazione, ma quello che è successo venerdì 5 giugno sul pullman di linea della Ctt che da Cecina era diretto a Livorno, è stato davvero spiacevole. È per questo che sono andata a raccontare tutto alla polizia affinché indaghino e identifichino i responsabili».
Quello che emerge dalla denuncia presentata ieri in questura è - se venisse confermato dalle indagini - un brutto episodio di bullismo e violenza verbale di cui alcuni venditori ambulanti stranieri si sarebbero resi protagonisti nei confronti della stessa giovane e di un altro passeggero cardiopatico.
Prima, infatti, avrebbero impedito ai due e ad altri passeggeri di sedersi perché i posti erano occupati dai sacchi con la loro merce. Successivamente li avrebbero offesi infine sarebbero scesi dal mezzo pubblico spintonando chi trovavano sulla loro strada.
Racconta Lucia: «Frequento una scuola privata a Rosignano e venerdì 5 giugno alle 17,32 sono salita sull’autobus per tornare a casa dalla fermata davanti alla Coop. Appena salita ho trovato un signore di mezza età il quale nonostante dicesse di essere cardiopatico, non trovava alcun sedile libero per sedersi in quanto erano tutti occupati dalle borse degli extracomunitari seduti in fondo all’autobus. A questo punto lo stesso signore ha chiesto in maniera civile ai proprietari di liberare i seggiolini dalle borse visto che c’erano anche altre persone in piedi che avevano pagato il biglietto». Nonostante le richieste nessuno si sarebbe alzato. Anzi. «Uno solo degli ambulanti - prosegue la ragazza - si è rivolto a noi dicendo: “Siete italiani di m... noi facciamo cosa c.. vogliamo”».
È a questo punto che sul bus sarebbe scoppiato un parapiglia verbale tra gli stranieri e gli altri passeggeri, tanto che alcuni di questi hanno chiamato prima il 113 per segnalare quanto stava accadendo chiedendo l’intervento della polizia. «Abbiamo chiesto al conducente del bus di fermarsi alla fermata successiva - prosegue - e di non aprire le porte affinché nessuno potesse scendere. Ma arrivati a Castel Sonnino gli ambulanti ci hanno spintonati e sono scesi senza che il conducente muovesse un dito per chiudere le porte. Per giustificarsi ci ha detto che non poteva farlo».
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