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irruzione sul viale ippolito nievo

In cento con le carrozzine forzata la sede di Casalp

In cento con le carrozzine forzata la sede di Casalp

LIVORNO. Avevano annunciato un flash mob, invece la protesta con le carrozzine per sensibilizzare l’opinione pubblica su «sfratti ed emergenza abitativa» si è trasformata, almeno inizialmente, in...

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LIVORNO. Avevano annunciato un flash mob, invece la protesta con le carrozzine per sensibilizzare l’opinione pubblica su «sfratti ed emergenza abitativa» si è trasformata, almeno inizialmente, in qualcosa di meno pacifico del previsto.

Alcuni dei cento manifestanti, infatti, quando ieri poco prima di mezzogiorno si sono presentati, con figli al seguito, sul Ippolito Nievo e hanno trovato la porta d’ingresso della sede di Casalp chiusa, hanno forzato l’ingresso. «Qualcuno – confermano dal sindacato Asia che ha organizzato il flash mob – vedendo che nessuno apriva ha cominciato a spingere. Per fortuna però la situazione in pochi istanti è tornata tranquilla e abbiamo potuto manifestare le nostre idee e perplessità»

Quando i manifestanti sono entrati nella sede, la presidente di Casalp, Vanessa Soriani, era in Comune. «Sono entrati danneggiando la porta», dice subito dopo: «Non posso condividere questa modalità, tra l'altro li avevo già ricevuti pochi giorni fa. Casalp – ripete – coadiuva e accompagna le decisioni del Comune, che sono più che chiare».

I manifestanti sono rimasti all’interno per circa un’ora con carrozzine e striscioni. Poi è partita una trattativa con la Digos, nel frattempo giunta sul posto per liberare gli uffici e permettere ai dipendenti di concludere il proprio lavoro. Nel comunicato inviato poi da Asia-Usb si chiede il «riutilizzo immediato del blocco della Chiccaia». «In questi giorni – si legge – alcune famiglie saranno finalmente trasferire negli alloggi della Padula», «non contestiamo la legittimità dei trasferimenti, ma non accetteremo che la Chiccaia sia lasciata vuota fino alla demolizione». «Pretendiamo – scrivono – risposte certe sul futuro del blocco e intimiamo la dirigenza e gli uffici di Casalp a non procedere con la distruzione degli impianti (idraulico ed elettrico) degli alloggi liberati». «Intimiamo – ripetono – a non procedere con la chiusura degli alloggi e chiediamo che siano immediatamente consegnati temporaneamente alle famiglie sotto sfratto o che vivono da tempo in alloggi di fortuna».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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