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Il Comune rinegozia i mutui «Così ricaviamo 1,2 milioni»
In consiglio passa la delibera in attesa dei chiarimenti sulla misura dal governo Ma è polemica con le opposizioni che chiedevano garanzie su come spenderli
LIVORNO. Anche il Comune di Livorno ha deciso di aderire alla rinegoziazione dei mutui con Cassa depositi e prestiti: in consiglio è stata approvata, solo con i voti della maggioranza, la delibera della giunta che proponeva la possibilità di partecipare al programma di ritrattazione previsto per gli enti locali.
Cosa significa? Al centro della discussione l’opportunità di «ricavare – come spiega Gianni Lemmetti – minori uscite per circa 1,2 milioni di euro da utilizzare eventualmente per la spesa corrente». Ma lo stesso assessore al bilancio ha sottolineato più volte che «si tratta di ipotesi, questi soldi ancora non ci sono, visto che dipende tutto da cosa uscirà fuori dal decreto sugli enti locali».
Ma come spendere questi soldi, che non sono certo a costo zero? È qui che si è acceso il dibattito. Sia Lemmetti che alcuni consiglieri, hanno evidenziato più volte che non si tratta di una operazione da “buona amministrazione”, nel senso che spalmando il mutuo in più anni, a rimetterci saranno le amministrazioni future, costrette a sobbarcarsi gli oneri contratti da quella attuale.
«Diciamo che quest’azione – riprende Lemmetti – è applicata ai comuni fortemente indeboliti dalla crisi come il nostro, perché permette nell’immediato di aprire alcuni spazi finanziari».
«Abbiamo discusso molto dei tagli al sociale – attacca Marco Ruggeri (Pd) – questo può essere un modo per recuperare, noi siamo disposti a venirvi incontro ma solo a determinate condizioni». L’esponente dem ha ricordato anche la possibilità di partecipare al bando regionale dei lavori di pubblica utilità. «È assurdo votare senza sapere come verranno spesi quei fondi – aggiunge Elisa Amato (FI) – prima passiamo dalle commissioni».
Per Buongiorno «in città ci sono le condizioni per una manovra del genere, basta guardare – dice Andrea Raspanti – all’esaurimento degli ammortizzatori e ai tagli sulla spesa sociale, poi coinvolgiamo nella discussione anche il terzo settore». Apprezzato anche dai 5 Stelle l’intervento di Marco Cannito (Città Diversa) che ha invitato alla cautela: «Non illudiamo i cittadini: per risolvere i problemi della città ci vogliono dei piani, altrimenti rischiamo di svuotare il mare con un secchio». Alla fine le opposizioni non hanno votato la delibera chiedendo di chiarire come eventualmente saranno spesi quei “costosi” soldi.
Ripete ben volte la parola «follia» Valter Sarais (M5S), perché «qui si sta discutendo di un’operazione fatta su un debito, io voglio soldi veri, nonostante tutto –continua mentre dall’opposizione hanno iniziato a ridere – appoggio la delibera per senso di responsabilità». Per Edoardo Marchetti (M5S) «spalmare il debito non è virtuoso, ma può essere necessario oggi per creare le condizioni di ripresa per la città». In ogni caso, la presidente del consiglio Giovanna Cepparello, chiarisce: «Se il decreto dovesse vincolare l’uso di quei fondi non per la spesa corrente, dovremo ridiscuterne in consiglio».
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