Il Tirreno

Livorno

Oggi la fiaccolata per dire no alla “buona scuola”

di Rosanna Harper

Alle 19 dalla Terrazza all’Astra con Cgil Cisl Uil e lo Snals Villa: «Contestiamo la figura del preside-padrone»

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LIVORNO. Le sigle sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal hanno promosso, per oggi pomeriggio, alle 19, una fiaccolata a favore della buona scuola che coinvolgerà il mondo della scuola e che mira alla partecipazione della cittadinanza. La mobilitazione – che nello stesso giorno si svolgerà a livello nazionale e che coincide con l'iniziativa “La cultura in piazza”, ovvero la scuola che si mobilita per chiedere cambiamenti al disegno di legge della “Buona Scuola” - a Livorno si diramerà dalla Terrazza Mascagni fino al Circolo Arena Astra e si concluderà con gli interventi dei rappresentanti Rsu e con un concerto finale.

L'iniziativa, che vede l'adesione della rete studenti medi e che si estende a livello provinciale (in concomitanza a Piombino è previsto un flash mob, alle 19, in piazza Gramsci), è stata presentata da Paola Colorà, segretario generale Cisl Scuola, Mariella Sciampagna, segretario interregionale Livorno-Grosseto di Uil Scuola, e da Patrizia Villa, segretario provinciale Flc Cgil.

«Contestiamo – ha spiegato Patrizia Villa – la figura del dirigente padrone: si tratta di un attacco alla collegialità. Riguardo le assunzioni del personale precario, invece, vorremmo che venisse scissa la parte delle assunzioni da quella normativa, adesso unite. Nel disegno, prossimo al passaggio in Senato, inoltre, non viene preso in considerazione il personale Ata, già ridotto di 2020 presenze dalla legge di stabilità. Nel Ddl, inoltre, rimane fuori la scuola dell'infanzia».

Villa se la prende con il gGoverno: «Tende all'abbattimento della legge 165 che prevede la concertazione delle parti sociali in materia contrattuale».

I sindacati chiedono, come avevano già fatto lo scorso maggio con un documento unitario, impegni precisi per il rinnovo del contratto nazionale che sarebbe fermo al 2006. Ma anche, come ha sottolineato Patrizia Villa, l'adeguamento del salario al costo della vita rispetto al quale, a livello nazionale, i sindacati hanno impugnato unitariamente ricorso al Tar del Lazio a marzo scorso.

«Siamo contrari all'affidamento della valutazione del docente – ha spiegato Paola Colorà – a figure prive di competenze (come studenti e genitori): un conto è la valutazione di sistema, un conto è quella di professionalità. No all'eccessivo ricorso alle deleghe di incidenza contrattuale che il Ddl conferisce al Governo».

Le segreterie delle sigle, inoltre, hanno proclamato lo sciopero della prima ora di servizio per gli scrutini in ciascuna delle prime due giornate di svolgimento delle operazioni (con modalità diverse a seconda dei territori).

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