Sicurezza
Martini teme per la sorte dei lavoratori
L’assessora: «Nella migliore delle ipotesi, per nessuno di loro ci sarà una prosecuzione del contratto»
LIVORNO. All’incontro che si è volto al ministero dello Sviluppo economico, il Comune di Livorno era rappresentato dal l'assessore al lavoro Francesca Martini.
L’oggetto della trattativa era la quota della commessa Seat per l'impiego dei 140 lavoratori part time già aggiudicata a Comdata.
In particolare, lo scopo dell'incontro è stato quello di presentare a Comdata i nuovi incentivi regionali per l'area Livornese che, uniti agli incentivi nazionali previsti per il job act, dovrebbero rendere l'area livornese più appetibile rispetto ad altre.
Comdata, che ha già 13 siti operativi nel campo della telefonia in Italia, tutti di grosse dimensioni, al momento si è riservata di valutare nel corso dei prossimi cinque giorni la sostenibilità di una nuova apertura su Livorno.
La decisione dipende anche dalla possibilità di reperire altro lavoro da aggiungere allo stralcio dell'appalto Seat che potrebbe arrivare sia da EnI, già importante cliente di Comdata che da commesse regionali. Uno scenario che preoccupa, a ragion veduta, l’assessora Martini.
«I prossimi cinque giorni saranno decisivi per le sorti del sito di Guasticce - dichiara - ma ancora una volta saranno i lavoratori a dover tirare il fiato, perché questo percorso, sebbene migliorativo, non è in grado di garantire un futuro sereno a tutti i 341 licenziati, ma soltanto a una piccola parte di essi. La nostra speranza è che un colosso come Comdata, una volta radicato sul territorio, possa intraprendere un percorso di crescita capace di assicurare maggiori opportunità ai lavoratori».
«L'incontro - aggiunge l'assessore - è stato anche l'occasione per sollevare, una volta di più, la questione legata alla fuga all'estero delle attività dei call center, rispetto alla quale, anche in ambito della commissione lavoro del Senato, erano state date specifiche garanzie delle quali tuttavia, ad oggi, non si hanno più notizie ".
«In ogni caso - conclude l'assessore in vista del prossimo incontro - anche se Comdata accettasse, non ci sarebbe per nessuno dei lavoratori una prosecuzione del contratto, verrebbero infatti licenziati e poi riassunti, con conseguente perdita dell'anzianità e delle garanzie precedenti alla alla riforma del job act».
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