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Bonifica, divampa il caso stipendi Il comitato: «Non pagate le bollette»
Polemiche dopo la decisione di aumentare di 24.000 euro annue il compenso del direttore Dalla Val di Cecina continua la battaglia: «Spese di gestione elevate, meno risorse per fare lavori»
CECINA. Scoppia la polemica, l’ennesima, sui consorzi di bonifica. Da sempre nel mirino, al centro del dibattito politico (e non) di chi ritiene questi enti degli “inutili carrozzoni” dai costi di gestione elevati per le finalità proposte, sono stati oggetti di una riforma regionale varata con la legge 79 del dicembre 2012 che ha di fatto ridotto i consorzi toscani a 6: i tre operanti nel comprensorio bassa val di Cecina (Colline Livornesi, Unione Montana ed Alta Maremma) sono stati di fatto assorbiti nel consorzio 5 Toscana Costa. Risparmiando? Gli addetti ai lavori dicono di sì, ma la notizia degli emolumenti dei dirigenti dei consorzi ed in particolare l’ultimo aumento deliberato l’8 maggio scorso dall’assemblea consortile (due soli voti contrari, del cecinese Cretini e del livornese Gordiani) scatena polemiche a non finire. Soprattutto dei contribuenti che si scatenano sul web. Ma anche di alcuni politici (vedi a fianco il sindaco di Cecina Lippi) che ritiene sbagliata la scelta di aumentare il compenso, soprattutto in questa fase quando si chiedono nuovi sacrifici ai cittadini. Stride, infatti, la recente richiesta di contributi per due annualità (2013 e 2014) con l’invio delle cartelle (per circa 700mila euro di incasso) ai residenti dell’area dell’ex Unione Montana.
E a poche settimane la scelta dell’assemblea di “adeguare” (come ha sottolineato il presidente del consorzio Toscana Costa Vallesi) il compenso del direttore generale, l’ingegner Benvenuto, che passa da circa 70.000 e 94.000 euro lordi l’anno. Inopportuno secondo alcuni, tra cui il consigliere Creatini. Scelta difesa dal presidente Vallesi, visti i compiti del direttore e i compensi dei direttori degli altri consorzi. Ma oramai la polemica è partita. E risveglia la battaglia del comitato No Consorzi Che invita a non pagare i contributi 2013 e 2014.
«Occorre che la legge regionale sulla bonifica sia modificata abolendo i consorzi che portano soltanto spese senza vantaggi concreti alla collettività e le competenze di bonifica siano affidate ai Comuni o alle Unioni dei Comuni che potrebbero utilizzare il personale ed i loro mezzi per meglio intervenire sui bacini fluviali di loro competenza recependo peraltro i finanziamenti dalla regione , che al contrario I consorzi incamerano insieme ai contributi senza effettivamente fare interventi utili alla bonifica e/o manutenzione idraulica. Questa tassa potrebbe essere così finanziata dalla fiscalità generale senza chiedere altri soldi ai cittadini già colpiti da numerosi orpelli».
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