Gioco
«Livorno ci ha premiato come forza di governo»
La vicesindaco Sorgente: «Il M5S ha tenuto e gli elettori ci hanno ridato fiducia ma l’astensionismo record non può non preoccupare una forza come la nostra»
LIVORNO. Sovrapporre elezioni regionali ed elezioni comunali sarebbe un errore, ma per il Movimento 5 Stelle e la giunta il voto di domenica è stato di fatto il primo banco di prova dopo un anno di governo. Vicesindaco Stella Sorgente che messaggio vi hanno dato gli elettori?
«Un messaggio che da un lato è incoraggiante e dall’altro no: in termini percentuali siamo cresciuti, ma guardando ai voti assoluti abbiamo perso qualcosa. Ho trovato corretta l'analisi fatta dal Tirreno: alla fine comunque è arrivato un segnale positivo nei confronti del governo della città. Queste elezioni erano un banco di prova importante perché il primo anno di amministrazione è stato complicato e i cittadini hanno risposto positivamente ridandoci fiducia. Al tempo stesso il dato sull'astensionismo non può non preoccupare, soprattutto una forza come la nostra che ha sempre visto nella partecipazione, anche elettorale, un segnale di democrazia».
L’astensionismo è stato da record: oltre 28.000 elettori in meno rispetto alle comunali e più di 16.000 se si guarda alle regionali del 2010. Il Pd, che è rimasto prima forza della città, ha perso oltre 6.000 voti, il M5S quasi 4.000. Cos'è: sfiducia? Disaffezione? Anche chi governa ha una responsabilità in questo senso?
«Non è una responsabilità ascrivibile solo a chi governa a livello locale. Certo è che noi ci dovremo occupare di ampliare di più la partecipazione alla vita pubblica: fare più assemblee, andare di più nei quartieri. In prima commissione stiamo discutendo dello statuto comunale, bisognerà parlare dei nuovi istituti di partecipazione: l'idea è di introdurre il referendum senza quorum proprio per dare la possibilità ai cittadini di fare proposte o di modificare atti».
Però così c’è il rischio che oltre a votare in pochi decidano anche in pochi...
«No se si individua un percorso con alcuni paletti, ad esempio il vincolo di un determinato numero di firme. Ne inizieremo a parlare in estate, è uno strumento che può consentire di andare verso la democrazia diretta. In più dovremo trovare nuove forme di partecipazione dopo la chiusura delle circoscrizioni, forme che potrebbero essere già delineate alla fine del percorso partecipativo che stiamo sperimentando nell'area dei borghi. In un momento così difficile il cittadino deve essere informato per capire i motivi che possono portare l’amministrazione a fare scelte difficili e impopolari. Scelte che sicuramente purtroppo ci sono state e potranno esserci ancora».
Si riferisce all’aumento delle tasse?
«Mi riferisco a una serie di difficoltà che abbiamo incontrato noi come altre amministrazioni che si sono trovate a fare il bilancio più tardi».
Comunque il M5S ha tenuto. Perché?
«Il Movimento ha tenuto e si è attestato su dati alti rispetto al resto della Toscana, se si esclude Massa Carrara che aveva il candidato governatore di casa. Vuol dire che a Livorno siamo ormai radicati e siamo stati accettati come forza di governo. È un segnale positivo: certo c'è ancora da fare molto, ma da ora in poi avremo anche una spalla a Firenze, dove è stato eletto Enrico Cantone».
Intanto però la Lega ha fatto il botto, davanti alla sinistra: se lo aspettava?
«Onestamente sì. Ma mi fa piacere che la Lega non abbia raggiunto i livelli di altre realtà della regione, dove si è dimostrata la seconda forza. Vuol dire che anche a Livorno si dovrà lavorare di più sulle paure delle persone, anche appunto attraverso la partecipazione. Perché in un momento così difficile, in città si affacciano vecchie e nuove paure: chi ha poco in tasca teme di essere "derubato" da potenziali "ladri", "immigrati", "rom". Io stessa ho avuto a che fare con un caso che è stato strumentalizzato dalla Lega, che è maestra a cavalcare paure e difficoltà. Mi riferisco all’episodio della presunta occupazione dell’ex alloggio del custode alla scuola Gramsci, che in realtà è stato assegnato dalla precedente amministrazione a due donne, una di etnia Rom e una cubana, con bambini. Abbiamo avuto segnalazioni e non abbiamo fatto finta di niente: siamo stati lì, ci siamo fatti carico della situazione e stiamo prendendo alcune misure (come lo spostamento dal contatore dal giardino comune) senza strumentalizzare la situazione».
A Firenze, a rappresentare Livorno e provincia, ci saranno tre uomini: Gazzetti e Anselmi (Pd), Cantone (M5S). In consiglio regionale ci saranno undici donne su quaranta consiglieri. Perché le donne non ce la fanno?
«Devo premettere che per il M5S c'è sempre stata la predilezione del voto femminile, io stessa ne sono un esempio (è stata la più votata del gruppo in consiglio comunale, ndr). Nel caso di Cantone, senza niente togliere alle candidate, è comprensibile che abbia preso molte preferenze: è un punto di riferimento, rappresenta un po' la storia del M5S locale, si merita questo risultato. Ma in generale sì, dobbiamo tutti lavorare di più sulla partecipazione politica delle donne».
A Firenze andrete a fare la guerra a Rossi mentre qui siete forza di governo: da dove partirete?
«Vigileremo sul rispetto di tutti i protocolli firmati con la Regione (quelli collaterali all’accordo di programma sul rilancio di Livorno e del porto, ndr). Il bando per 378 posti di servizio civile riservati alla provincia di Livorno (per i ragazzi che non studiano e non lavorano) è uscito e scadrà il 9 giugno: 378 posti sono tanti, forse troppi considerando il numero di associazioni accreditate e stiamo facendo da regia per cercare di non sprecare l'occasione. Ma il protocollo Comune-Regione che comprendeva un progetto Giovanisì calibrato su Livorno non ce l’ha fatta ad arrivare in giunta regionale: vigileremo perché sia rispettato, insieme alle misure sul turismo e sulla cultura». Qualche secondo di silenzio: «Poi c'è una cosa che mi dispiace molto…»
Ovvero?
«C'è stata la selezione regionale dei progetti per il programma triennale per l'edilizia scolastica: il primo degli otto progetti presentati da Livorno è finito solo al 91° posto. Si tratta della ristrutturazione della scuola Pazzini, che ne avrebbe tanto bisogno (circa 700.000). Diciamo che non ci hanno trattato benissimo. Ma ora avremo il nostro filo diretto con Firenze...».
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