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Livorno

«Io a sinistra tra i più votati d’Italia»

«Io a sinistra tra i più votati d’Italia»

Giannini resta fuori dal consiglio ma rilancia: ci sono, incontriamoci tutti in Coteto

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«Mi ha telefonato un amico che ha controllato tutti i siti dove si votava: tra le liste di sinistra sono quello che ha preso più preferenze della penisola. Non è soddisfazione personale fine a se stessa, ma la consapevolezza che il meglio deve venire». Lamberto Giannini lo aveva annunciato ieri al Tirreno: «Anche se sono rimasto fuori dal consiglio regionale ci sarò. Per Livorno e per contribuire alla ricostruzione della sinistra». E così sarà.

Oggi il caso-Giannini continua a far discutere. Perché nonostante sia risultato il più votato in Toscana della lista Sì a sinistra (3.207 preferenze), il prof e regista è rimasto fuori dal consiglio, dove invece volerà un candidato che ha preso un migliaio di voti meno, ma che è di Firenze. Così sono le regole. Ma nel caso di Giannini l’epigolo ha il sapore della beffa, visto che un anno fa è rimasto fuori dal consiglio comunale nonostante sia stato il sesto più votato.

«Al di là del mio caso – sottolinea oggi – con questo regole si spinge la gente a non andare a votare». E ripete: «C’è un problema di Firenze centrismo». Comunque, «ora voglio “spendere” questi voti, fare movimenti di opinione per i temi che stanno a cuore alla città: mi sento la responsabilità addosso. Io ci sono e spero di poter dare un contributo alla ricostituzione della sinistra, che secondo me deve avvenire su base individuale». Perché «credo nei partiti, ma questo è il momento di rivolgersi ai cuori, agli sguardi». E aggiunge: «In questa campagna elettorale ho visto tanto bisogno di sinistra, non siamo riusciti a intercettarla».

Così ha già messo in calendario il primo appuntamento: il 9 giugno alle 21 al circolo Arci Coteto «voglio incontrare persone, miei elettori, non elettori, chiunque voglia, per discutere delle prospettive sociali, culturali ed economiche di Livorno dopo le regionali. Cerchiamo di essere tanti con la voglia di non far terminare questa meravigliosa energia che ho respirato in campagna elettorale. Avevo promesso che non mi sarei fermato dopo il risultato e così è: chi viene porta se stesso e nessun ruolo, non nascerà un nuovo soggetto politico ma un gruppo in fusione che vuole essere stimolo e coscienza critica per tutti». (j.g.)

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