Il Tirreno

Livorno

Il mare libero nei bagni? Meglio un tuffo a Calignaia

di Giorgio Carlini
Il mare libero nei bagni? Meglio un tuffo a Calignaia

Stabilimenti affollati ma pochissimi i bagnanti che hanno usufruito dell’accesso gratuito: ecco il nostro test ai Pancaldi-Acquaviva e ai Fiume

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LIVORNO. Il mare libero? Meglio sul Romito o al moletto. Per ora è questo che sembrano dire i livornesi. Visto che, almeno all’ingresso dei bagni più frequentati, ieri si sono presentati pochissimi fan dei corridoi liberi per arrivare al mare senza pagare. Ci abbiamo provato anche noi: sotto il sole del 2 giugno abbiamo fatto un mini-test (il video su www.iltirreno.it) per capire come si sono organizzati e gestori e, soprattutto, se la nuova ordinanza incontra l’interesse dei livornesi.

Partiamo dai bagni Fiume. Arriviamo nel momento di massima affluenza allo stabilimento. È infatti quasi ora di pranzo e all'ingresso c'è una piccola folla di bagnanti con borse frigo e asciugamani. Chiediamo alle due ragazze che si occupano del controllo e della vigilanza come fare per usufruire dell'accesso libero al mare. In modo molto educato una di loro ci invita a prendere visione del cartello affisso alla parete a fianco: c’è il regolamento completo, con le norme che spiegano cosa si può e cosa non si può fare. Spiccano i divieti di sostare o trattenersi all'interno dello stabilimento, di occupare anche solo momentaneamente il suolo con asciugamani o lettini, e di rimanere nella zona riservata oltre il tempo della balneazione.

Dopo aver letto il regolamento confermiamo la nostra volontà di raggiungere l'area libera per il tuffo, così la ragazza chiama uno dei responsabili che esce dagli uffici, ci fa superare l'ingresso e ci indica la direzione verso cui dobbiamo andare.

Anche lui ci ricorda che possiamo sì fare il bagno liberamente, ma che subito dopo dovremo uscire dall’acqua, rivestirci e tornare all'entrata dello stabilimento. E ci invita a comportarci «in modo corretto», anche perché se non lo facessimo potremmo «andare incontro alle sanzioni previste dall'ordinanza comunale».

Da lì seguiamo il percorso segnalato a terra da strisce e frecce blu, arrivando fino allo spazio riservato (anch'esso evidenziato in blu) a due passi dal trampolino. Appoggiamo a terra i vestiti, utilizziamo la scaletta e facciamo il nostro bagno sotto gli occhi del bagnino.

Quindi ci asciughiamo e ci rivestiamo. Nel frattempo ci viene il sospetto che questo non sia un esperimento solo per noi, ma lo sia per gli stessi addetti ai lavori dei bagni Fiume. Durante la nostra breve permanenza, infatti, le postazioni all'ingresso e al punto di controllo si tengono in contatto con un walkie-talkie, e il bagnino comunica alla direzione che tutto si sta svolgendo come da regolamento. La conferma arriva poco dopo, quando lo stesso bagnino ci rivela che siamo i primi ad aver usufruito dell'accesso libero al mare.

Insomma, si vede che quando i livornesi vogliono fare un tuffo scelgono Calignaia, Calafuria o i moletti, dove oltre a “transitare”, possono almeno sdraiarsi al sole...

Ringraziamo il bagnino per la cortesia e la disponibilità e dopo la brevissima chiacchierata ci dirigiamo verso l'uscita, un po' più rinfrescati di quando eravamo entrati, circa 20 minuti prima.

Ripetiamo la prova ai Pancaldi. Dobbiamo entrare da Acquaviva, dove ci presentiamo chiedendo di fare il bagno gratis, come previsto dall'ordinanza. Ci indicano subito il vigilante privato che ci spiega che ci guiderà nel nostro percorso, e ci invita a prendere visione del regolamento affisso accanto ai tornelli di ingresso. La guardia ci fa un rapido riassunto prima di accompagnarci nell'area individuata a pochi metri dalla piscina. Durante il percorso, con molta gentilezza, ci informa che potremo stare in acqua per tutto il tempo che vogliamo, ma che una volta risaliti, dovremo rivestirci senza usufruire di alcun servizio. Anche lui, seguendo la prassi, ricorda il rischio di sanzioni nel caso di comportamenti non corretti.

Ma a metà strada ecco il primo intoppo: siamo in due e l'addetto alla sorveglianza ci chiede se ci tufferemo entrambi. In realtà uno di noi preferirebbe restare al sole, ma il vigilante spiega che chi non fa il bagno non può entrare gratis, quindi uno di noi sarebbe costretto a riuscire. «Non si può transitare e sostare all'interno dello stabilimento se non per il tempo strettamente necessario alla balneazione», ripete recitando l’ordinanza. Così alla fine, già a metà della striscia gialla, decidiamo tutti e due per la seconda siuski.

Arrivati a destinazione (la scaletta in muratura davanti alla piscina, lato mare aperto) posiamo a terra maglie e scarpe ci tuffiamo. Entrambi. E quando decidiamo di uscire, il vigilante ci scorta di nuovo, questa volta fino all’ingresso. E anche lui dice che i bagnanti che fino a oggi hanno chiesto l'accesso libero ai Pancaldi-Acquaviva, noi compresi, si contano appena sulle dita di una mano.

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