Gioco
Il vescovo: nessuna avvisaglia, negli ultimi giorni sembrava più sereno
In una intervista al giornale on-line della diocesi, il vescovo Giusti segnala che per don Carlo era stata trovata la collocazione nella diocesi di Volterra come da lui richiesto. Tutte le parrocchie invitate a celebrare mercoledì, giorno del funerale
LIVORNO. “Nell’ultima settimana i rapporti si erano fatti molto più sereni”. Parte da qui il vescovo Simone Giusti, in una intervista al giornale on-line della diocesi, in cui dà conto del perché lui e il consiglio episcopale si sono definitio “storditi e stupiti” di fronte al suicidio di don Carelo Certosino, il sacerdote di Ardenza che si era ribellato al trasferimento.
Proprio su quest’aspetto del rifiuto, monsignor Giusti sottolinea che non c’erano più motivi di tensione: “In una sua lettera inviatami qualche giorno fa mi annunciava la sua disponibilità a lasciare la parrocchia di San Simone così come concordato con lui più di un anno fa e mi diceva anche la data in cui avrebbe salutato i suoi parrocchiani: domenica 21 giugno”. Di più: il vescovo riferisce che don Carlo gli aveva scritto comunicandogli la "rinuncia ad ogni azione di rivalsa presso la Santa Sede a proposito del trasferimento” ed era stata trovata a Volterra, come chiesto dal sacerdote, la collocazione doce poter esercitare il proprio servizio pastorale in futuro.
Il giornale diocesano ripete che non c’erano state avvisaglie né dai parrocchiani né dai familiari: “Mentre nelle settimane scorse avevo ricevuto tante lettere dai suoi parrocchiani che mi raccontavano lo stato d’animo di don Carlo, in questi ultimi giorni neppure un biglietto che mi accennasse o mi facesse pensare che le cose stavano precipitando. Da quanto so, nessuno degli amici o familiari di don Carlo, aveva avuto la percezione di quanto si stava preparando”.
Monsignor Giusti riferisce che il vescovo di Fiesole gli ha raccontato “lo stupore dei suoi stessi amici fiesolani che, avendolo sentito e visto nei giorni scorsi, ne avevano tratto una impressione di un uomo che stava superando, sia pure a fatica, un momento delicato della sua vita”. Poi ribadisce: “Nei giorni scorsi aveva anche incontrato il suo successore, don Valerio Barbieri, lo aveva accolto molto cordialmente e avevano iniziato a concordare i dettagli dell’avvicendamento”.
Di fronte alla domanda su cosa sia accaduto, il vescovo risponde: “Non saprei proprio dire, mi auguro che gli inquirenti ci aiutino a fare luce su di un fatto tanto inaspettato quanto doloroso”. E, invitando “tutte le parrocchie della diocesi, a celebrare mercoledì per il nostro confratello don Carlo”, conclude: “Credo che al momento, l’unica seria cosa da fare, sia pregare e invocare la misericordia di Dio”.
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