Gioco
Il fratello: «S’è ucciso perché costretto a lasciare Ardenza»
«Sono affranto, sconvolto questa è una cosa che mi distrugge la vita. Il motivo del gesto? È legato al suo trasferimento forzato da Ardenza alla chiesa della Venezia: lui non ci voleva andare e...
«Sono affranto, sconvolto questa è una cosa che mi distrugge la vita. Il motivo del gesto? È legato al suo trasferimento forzato da Ardenza alla chiesa della Venezia: lui non ci voleva andare e questa cosa la viveva male». Con gli occhi gonfi di lacrime e di dolore, Massimo Certosino (nella foto) cerca di dare una spiegazione al gesto del suo fratello gemello, don Carlo. I due, 54 anni, erano molto legati e si sentivano spesso.
Un legame forte quello del sacerdote con la sua famiglia, con il fratello ma anche e soprattutto con l’anziana madre.
«Con me Carlo si era sfogato, mi aveva detto che viveva un disagio forte per via del trasferimento. Ma non aveva mai dato segni estremi di squilibrio. Io non avrei mai immaginato una cosa del genere». Massimo Certosino è stato uno dei primi ad arrivare in via del Pastore. L’impatto è stato durissimo per lui, tanto che ha avuto un malore. A dargli cure e conforto ci hanno pensato i soccorritori della Misericordia di via Verdi. Poi Massimo Certosino è entrato nella canonica dove poco dopo lo ha raggiunto l’anziana madre. Composto il dolore della donna, accompagnata da altri familiari. Il corpo di don Carlo è stato portato alla morgue dell’ospedale. (l.l.)
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