Il Tirreno

Livorno

I fedeli: "Vogliamo averlo qui nella nostra chiesa"

Mauro Donateo
La veglia di preghiera guidata da don Felice Munaro nella chiesa di San Simone (Marzi Pentafoto)
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La veglia di preghiera guidata da don Felice Munaro nella chiesa di San Simone (Marzi Pentafoto)

Una folla di parrocchiani ha pregato per don Carlo Certosino in una veglia serale nella chiesa di San Simone. Insieme a don Munaro hanno chiesto che la salma sia portata in parrocchia

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LIVORNO. In tantissimi alla veglia di preghiera organizzata per don Certosino, il prete che si è tolto la vita nella canonica: la "sua" chiesa di San Simone è piena. A guidare la serata don Felice Munaro, ex parroco di Santa Rosa e «fraternamente legato a don Carlino», come afferma lo stesso sacerdote. Molta la commozione tra i fedeli.

Al termine della veglia una richiesta: «Voglio la salma qui, nella sua parrocchia», grida don Felice, e subito i parrocchiani rispondono: «Anche noi, siamo disposti a tutto pur di averla». «Carlino - spiega don Felice - aveva un’attenzione viva nell’essere cattolico, quasi antico per certi versi, per esempio nella liturgia e in alcuni comportamenti. Ma questo ne dimostrano la fedeltà alla Chiesa, fanno onore alla sua persona».

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C'è anche un altro elemento che don Felice vuol sottolineare: «E' l’attenzione che ha messo verso il suo gregge ardenzino: durante le benedizioni di Pasqua andava a trovare tutte le famiglie, quanti sacerdoti fanno questa fatica?».

Non è mancato il riferimento al periodo passato da don Carlino e alla sua scelta di farla finita: «Le fatiche e i dolori di certe situazioni hanno trovato un temperamento fragile», commenta l’ex parroco della Rosa, che però si dice convinto che «adesso Carlino è nella gloria eterna di Dio, perché ha dato una mano al Signore con il suo sacerdozio, e perché Cristo è morto anche per lui, nella sua infinita misericordia». Poi don Felice conclude così: «Spero un giorno di sedermi accanto a lui». Per ricordare don Carlino sono stati intonati dal sacerdote alcuni canti del repertorio ecclesiale più tradizionale, mettendo in evidenza la sofferenza «alla luce della certezza della resurrezione»).

Al termine della veglia una ragazza ha letto “la morte non è niente” del teologo Henry Scott Holland, che nella conclusione recita così: «Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace».

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