Il Tirreno

Livorno

Sfida tra Pd e M5S: crescono entrambi

di Alessandro Guarducci e Mauro Zucchelli
Sfida tra Pd e M5S: crescono entrambi

Exploit della Lega che diventa il terzo partito, non sfonda la lista di Sinistra. Crolla l’affluenza: 44,2%, mai così bassa

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LIVORNO. Il Movimento 5 Stelle ha superato di slancio il primo banco di prova dopo la clamorosa conquista del Municipio livornese: a un anno esatto di distanza da quel successo, infatti, i pentastellati nelle Regionali schizzano percentualmente al 22,85% (il dato, mentre scriviamo, è quello relativo a 64 sezioni scrutinate su 172) confermandosi non solo il secondo partito cittadino ma migliorando - almeno questa è la tendenza - il 19,16% conquistato nel primo turno delle amministrative. Filippo Nogarin e il M5S hanno più di un motivo per essere soddisfatti.Oggi, quando avremo a disposizione tutti i dati, scopriremo magari che i voti più o meno saranno gli stessi ottenuti un anno fa (e già questo sarebbe un risultato positivo dopo un anno di governo cittadino), ma complice il calo dei votanti il M5S fa un vero e proprio boom percentuale.

E allora diciamo subito che in queste elezioni Regionali, c’era già un vincitore a Livorno prima ancora dello spoglio delle schede: è il non-voto. L'affluenza alle urne è crollata al 44,2%, anzi fra le donne il dato è ancor più basso (42,55% contro il 46,03% della partecipazione maschile al voto). Mai così giù dal dopoguerra in poi, ovviamente referendum esclusi: addirittura la metà di quel che si era registrato alle elezioni politiche di appena nove anni fa.

Il Comune ha reso noto che «sono stati 60.273 i livornesi che si sono recati oggi alle urne»: alle urne 29.818 uomini e 30.455 donne. E' da ricordare che alle precedenti elezioni regionali, nel 2010, aveva votato il 55,39% degli elettori mentre alle comunali dello scorso anno era andato a votare il 64,56 per cento al primo e al ballottaggio appena più del 50%.

Eccezion fatta per il caso di Lucca, non esiste altra città capoluogo in Toscana in cui la partecipazione al voto sia stata così bassa: sette punti meno che a Grosseto, otto meno che a Pisa e a Siena, tre meno che a Pistoia e a Firenze, addirittura quasi 14 meno che a Arezzo. E stiamo parlando di Livorno, che fino a vent'anni fa aveva uno standard di affluenza almeno dell'80% alle regionali (e alle politiche lo ha mantenuto praticamente all'ultima volta, nel 2013).

Un vero e proprio crollo, inatteso in queste proporzioni: il mare e il sole non possono bastare a spiegare una disaffezione politica così eclatante. Ci sarà da riflettere, eccome, sul fatto che nemmeno un livornese su due si sia recato ieri alle urne.

Fatta questa necessaria considerazione, torniamo all’analisi del voto con l’avvertenza che solo oggi potrà essere più chiara e precisa. Quando andiamo in stampa, sono state scrutinate circa un terzo delle sezioni, quanto basta per dire che il Pd, sempre percentualmente, non arretra. Anzi, aumenta rispetto al primo turno delle ultime amministrative: 39,83 % (sempre 64 sezioni su 172) a rispetto al 35,25% del 2014. All’epoca il candidato sindaco Marco Ruggeri ottenne il 39,98% ma poteva contare anche sul sostegno di socialisti, Sel, Idv e Livorno Decide.

Va detto che il risultato di Enrico Rossi, a Livorno, è di gran lungo più alto 42,07% (75 sezioni): gli elettori hanno premiato maggiormente il candidato presidente.

Ma la sorpresa più clamorosa del voto livornese è l’affermazione della Lega, che sarebbe il terzo partito della città con 14,51% e 2.753 voti (64 sezioni scrutinate): un risultato assolutamente inateso alla vigilia, di cui fa le spese forza Italia che praticamente è sparita dal panorma politico cittadino con il suo 5,27% appena (sempre 64 sezioni).

Non sfonda, pur ottenen do un risultato lusinghiero, Toscana a Sinistra che dopo lo scrutinio di 64 sezioni si è assestata al 12,04% . Un anno fa, alle comunali, l’alleanza di sinistra guidata da Buongiorno Livorno aveva sfondato il muro del 16%.

In mezzo a tutti questo dati parziali, ce ne è anche uno definitivo che racchiude una interessante curiosità: a Capraia Isola si è infatti imposto il Pd con il 27,01% ma la Lega Nord Toscana si è piazzata al secondo posto con con il 24,82% spingendo il candidato presidente Claudio Borghi davanti a Enrico Rossi: 48 voti contro 40.

A Collesalvetti, i dati parziali indicano il Pd in testa con il 41,8 davanti al M5S con il 22,9 e alla Lega che si attesta al 18.

Tutto questo in attesa dei risultati definitivi anche se per la città di Livorno, la tendenza sembra essersi ormai consolidata. Con tanti spunti da analizzare ed elementi su cui riflettere.

(ha collaborato Juna Goti)

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