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Don Carlo Certosino si toglie la vita nella chiesa di San Simone
Livorno, tragedia nella parrocchia di Ardenza il sacerdote si è impiccato dentro la soffitta della canonica. Di recente si era scontrato con il vescovo dopo il suo trasferimento
LIVORNO. Don Carlo Certosino, 54 anni, si è impiccato nella soffitta della canonica della chiesa di San Simone, in via del Pastore. La tragedia è avvenuta nella mattinata di lunedì primo giugno. Sul posto sono intervenuti un'ambulanza della Misericordia e polizia con gli agenti delle volanti, della scientifica e della mobile.
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Il gesto estremo è stato compiuto in una zona degli alloggi dove sono in corso alcuni lavori. I soccorritori hanno subito avvisato la Curia di quanto avvenuto. All'esterno della parrocchia si sono subito radunate decine di fedeli preoccupati per quello che è avvenuto.
Probabilmente alla base del gesto il trasferimento di parrocchia che il sacerdote aveva contestato pubblicamente. Il parroco, prima di togliersi la vita, ha lasciato un biglietto rivolto a una delle perpetue: "Sono in soffitta, chiama il 118, non voglio che mi trovi tu". La polizia sugli scalini che portano alla soffitta hanno trovato un foglio e una penna. Il fratello gemello della vittima, Massimo, quando ha saputo della notizia s'è precipitato in bia del Pastore e ha avuto un malore per lo choc.
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A San Simone è giunto anche il vescovo vicario don Paolo Razzauti e altri sacerdoti. Invece il vescovo, monsignor Simone Giusti, era impegnato a Bergamo con i responsabili dell'ufficio scuola della Diocesi quando è stato messo al corrente dell'accaduto. Anche a nome del clero e di tutta la Chiesa livornese, ha inviato un pensiero: "Con immenso dolore, il Vescovo e il Consiglio episcopale storditi e stupiti piangono la perdita di don Carlo. Ora nelle mani di Dio e quindi in buone mani. Sono mani che conoscono la croce e la disperazione. A queste mani affidiamo il nostro fratello sacerdote. Preghiamo per lui, per i suoi familiari e per la Chiesa di tutta Livorno".
PER APPROFONDIRE
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Gli agenti della questura sono rimasti sul posto per oltre tre ore per svolgere tutti gli accertamenti. Poi intorno alle 14.30, è arrivato il via libera della magistrata di turno, Arianna Ciavattini. Il ritrovamento del corpo è avvenuto alle 11.30 circa, ma non è chiaro a che ora sia successa la tragedia: forse dopo le 8:la chiesa infatti era stata aperta, ma non è stata celebrata la messa quotidiana delle 8.30.
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I parrocchiani sono sconvolti per la tragedia. Alla porta della sagrestia per tutta la mattina c'è stato un intenso via vai di gente. Sul posto anche don Felice, ex parroco della Rosa: "E' stato lasciato solo". "Don Carlo era molto giù, lui il trasferimento non l'aveva mai accettato, anche se lo sapeva da un anno", dice un cittadino. "Pochi giorni fa era venuto a pranzo da me, che dolore per tutti noi", dice una parrocchiana anziana.
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