Gioco
«Noi come la Florida possiamo attirare chi è in pensione»
LIVORNO. I dati forniti dalla Camera di Commercio, in audizione alla commissione speciale (nata per verificare lo stato economico livornese), spingono a fare alcune considerazioni: 1) piccoli segnali...
LIVORNO. I dati forniti dalla Camera di Commercio, in audizione alla commissione speciale (nata per verificare lo stato economico livornese), spingono a fare alcune considerazioni: 1) piccoli segnali (molto piccoli) di ripresa ci sono, ma le imprese soffrono ancora la crisi, e per la nuova imprenditorialità non è facile sopravvivere a lungo. 2) Siamo un territorio privilegiato dove trascorrere la pensione, una sorta di “Florida” anche per molti non livornesi. 3) Ci sono alcune potenzialità che se sfruttate meglio potrebbero dare un grosso contributo alla nostra economia (vedi il turismo e i settori connessi). Tutto questo con la consapevolezza che il problema della disoccupazione è molto forte, dove il tasso è sicuramente più alto rispetto all’8,8% fornito dall’Istat (peraltro su base provinciale).
Prima di iniziare la seduta, il presidente Sergio Costalli (nella foto), parlando con i giornalisti dell’intervista rilasciata al Tirreno dall’avv. Beppe Batini (che lo aveva accusato di non aver scelto la figlia Nicoletta per paura che vincesse con il suo curriculum), evita le polemiche, e chiude il discorso con una battuta tagliente: «D’altronde, di fronte a tanto amore paterno cosa si può replicare?».
Ma veniamo alle cifre: in totale le imprese della provincia iscritte al registro della Camera di Commercio sono 35519 di cui 14055 nell’area comunale. Le cessazioni al 31 dicembre 2014 sono state 879. «Se guardiamo al saldo positivo di fine anno – dice il numero uno dell’ente – verrebbe da essere contenti, ma già il primo trimestre negativo del 2015 fa capire che la strada è ancora lunga».
Tengono botta i settori del commercio, dell’alloggio e della ristorazione, legati a un tema molto caro a Costalli, il turismo: «Questo settore può incidere dal 12 al 18% sul territorio, ma occorrono diverse politiche di gestione». Gli fa eco Federico Doretti, ricercatore del Centro studi dell’ente camerale: «Abbiamo avuto 141mila arrivi solo in città, dove però i turisti fanno una toccata e fuga, mentre in altre zone della provincia sostano anche fino a otto giorni». Sul fronte dell’import si registra un -17,2%, mentre per l’export un +3,2%.
Altra considerazione interessante riguarda le pensioni: sono ben 123 mila gli assegni erogati, per un importo medio mensile totale di 1.083 euro. «Praticamente – commenta Costalli – un assegno ogni 2,76 abitanti. Insomma, la politica deve tenere in considerazione queste cifre». Altra nota messa in evidenza è quella della cassa integrazione: se nel 2006 le ore concesse erano 319mila, già nel 2007 si era schizzati a un milione. Nel 2014 siamo arrivati a quasi 7 milioni (-3,9 % rispetto al 2013).
Infine, alla richiesta del consigliere Daniele Galli (M5S) sul perché «accorparsi con Grosseto e non Pisa», Costalli chiosa: «Per sposarci ci vuole l’amore, la prima ci ha cercato, la seconda no».
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